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COMUNICAZIONE

Frammenti antologici

Il male fa molto rumore e il bene rimane nascosto; per questo il numero dei disonesti sembra assai superiore a quello degli onesti. Il cassiere della banca che scappa con la cassa fa parlare di sé i giornali; mille cassieri che adempiono scrupolosamente il proprio dovere non hanno l’onore di una riga di cronaca.
Don Carlo Gnocchi, Educazione del cuore, 1937

Il cinema è oggi il quinto potere, in ordine di tempo, ma assai più in ordine di efficacia… È davanti a una “cattedra” tanto suggestiva e potente che, al suo confronto, il libro è inerte e disarmato. Il libro si può discuterlo con calma: il cinema si impossessa dello spettatore e lo travolge nel ritmo veloce della vicenda, senza lasciargli il tempo di pensare e reagire. Il libro è soltanto per chi ha tempo e cultura e spesso richiede una vera passione letteraria o scientifica; il cinema è per tutti, dotti e indotti, è sempre un divertimento, e traduce in poche ore il contenuto di molti libri. Il libro richiede sempre uno sforzo intellettuale; il cinema parlato e sonoro abolisce ogni lavoro personale della fantasia, attacca l’uomo attraverso tutte le vie d’accesso, l’udito, la vista, con le parole, con la musica, con la figura, e lo obbliga a una vera capitolazione; cioè a pensare dispoticamente come egli vuole. E purtroppo assai spesso a pensare male.
Don Carlo Gnocchi, Educazione del cuore, 1937

Scriviamo spesso ai giovani che ci hanno affidato la guida dell’anima, scriviamo con cuore materno, specialmente nei periodi di lontananza materiale e di lotta spirituale, inviamo gli ostinati appelli dell’amore anche ai prodighi ormai lontani dalla casa paterna e continuiamo con costante fiducia nonostante il silenzio e forse l’insofferenza… Scriviamo però umanamente… Voglio dire che non dobbiamo aver pudore di apparire uomini, di lasciar parlare il cuore con le sue esuberanze sane, di appassionarci alle vicende terrene dei nostri figliuoli, di essere, in una parola, noi stessi. È troppo facile che la lettera diventi un diaframma opaco che smorza i colori e sfoca i contorni dei sentimenti e delle cose, un sermoncino che si potrebbe utilmente leggere davanti ai fedeli, in piedi a capo scoperto, un pezzo oratorio di maniera, un ricettario di frasi fatte, logore dall’uso e ormai scariche di elettricità, un modo qualunque di posare scaldandoci a freddo in sentimenti poco sentiti, un componimento tirato al duplicatore per tutti i giovani e per tutte le occasioni.
Don Carlo Gnocchi, I giovani del nostro tempo e la direzione spirituale, 1940

Il cinema è un fenomeno complesso e vasto nel quale vengono a confluire forze numerose e diverse, economiche, psicologiche, politiche e morali, è un fenomeno eminentemente sociale le cui proporzioni superano infinitamente le possibilità dell’individuo. Influire sul suo corso e piegarlo ormai non è più dell’individuo ma della collettività. L’uomo o la famiglia isolata sono assolutamente insufficienti ad incidere efficacemente sul fenomeno, così come un uomo solo o pochi uomini sono un risibile ostacolo all’irrompere selvaggio della marea. La soluzione del problema non può che essere collettiva.
Don Carlo Gnocchi, Il problema del cinema, 1940

Bisogna lavorare a sostituire alla passione del cinema nei nostri ragazzi altre passioni più sane e costruttive. Per esempio l’amore alla natura, l’esercizio dello sport, l’amore al teatro sano e al melodramma specialmente per i più adulti. Poiché il divertimento è necessario come elemento essenziale alla vita armoniosa del ragazzo, diamogli divertimenti che lo elevino e che lo ricreino educandolo. Questa deve essere la mira dell’educatore.
Don Carlo Gnocchi, Il problema del cinema, 1940
  
Quanti giovano abdicano alla facoltà personale di controllo e di giudizio e, solo perché “si usa così, o dicono tutti così”, danno credito e si mettono al seguito delle opinioni più false, più ingiuste e più sciocche! Ne viene così all’individuo un impoverimento della ricchezza intellettuale, perché la legge della massa è l’appiattimento e una incapacità alla visione del vero, prodotta dall’atmosfera stessa dei luoghi comuni, delle frasi fatte, dei pregiudizi e delle sentenze sommarie. Poiché il linguaggio è l’indice del pensiero, bisogna convenire che le idee della massa sono molto poche e molto volgari.
Don Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, 1946

La maggioranza degli uomini, che sono anche i meno provveduti intellettualmente e moralmente, si lascia invadere dalla propaganda, lentamente e inavvertitamente, e finisce per “pensare in serie”. Si forma così un “esperanto” del pensiero nel quale annega e si spegne la scintilla della personalità intellettuale
Don Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, 1946

In passato il tempo per la formazione dei movimenti intellettuali o passionali e la misura della loro diffusione erano condizionati dalla lentezza e rarità dei mezzi di comunicazione tra gli uomini e della circolazione delle idee: cioè dalla parola parlata e dal libro; ma oggi tali mezzi hanno assunto una molteplicità, una rapidità, una varietà, una capillarità e una violenza di penetrazione e di suggestione tale - il cinematografo, la radio, la stampa quotidiana, la televisione- che, anche gli individui solitari e meglio “vaccinati” contro le epidemie del pensiero e delle passioni difficilmente riescono a restarne immuni. Solo così si spiegano gli uragani delle passioni collettive che sconvolgono il mondo moderno, estremamente sensibile, isterico e suggestionabile… Perché, quanto più frequente è oggi l’offerta delle idee altrui e delle soluzioni “già fatte” dei problemi, altrettanto minore è la possibilità materiale e morale di passarle al vaglio di una critica ponderata e di formarsene delle proprie; quanto più numerose sono le sollecitazioni e le impressioni alle quali si è sottoposti dall’esterno, tanto minore è il potere di riflessione e di resistenza interna dell’individuo. Non c’è più il tempo materiale e il raccoglimento necessario per pensare. La concitazione della vita moderna ha gettato l’uomo nella strada e in balia delle sue mille suggestioni.       
Don Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, 1946

L’alterna vicenda subita dalle parole in questi ultimi anni è quanto di più indicativo si possa pensare ai fini della nostra ricerca ed è la causa prima dello sconsolato scetticismo di cui soffre la gioventù moderna troppo crudelmente illusa e vittima innocente delle nostre “esperienze” politiche.
Don Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, 1946

Il mondo moderno vive a grandi agglomerati:masse urbanistiche, masse operaie, masse scolastiche, masse impiegatizie, masse militari… Ora: la convivenza di molti uomini smussa gli angoli delle caratteristiche personali, facilita il contagio delle idee e dei gusti e provoca la lenta formazione di un codice di vita e di pensiero, che è il minimo comune denominatore della collettività... Si aggiunga a tutto questo la rapida e capillare diffusione e circolazione delle idee, resa possibile dai mezzi moderni di propaganda: il giornale, la radio, la stampa e il cinematografo. Si richiede oggi un potere critico, una vigilanza assidua e una saldezza di convinzioni non comuni, per riuscire a difendere e conservare il patrimonio delle proprie convinzioni e l’indipendenza del giudizio personale, sotto il bombardamento incessante delle idee altrui e nell’assedio accanito che ci pongono d’intorno i mezzi moderni di propaganda, ai quali è ormai impossibile sottrarsi se si vuol vivere nel proprio tempo.
Don Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, 1946

Gli uomini parlano lingue diverse e reciprocamente inintelleggibili - come i pretenziosi costruttori della torre di Babele - perché il punto di riferimento e la norma divina, valevole per ogni uomo, per ogni tempo e per ogni condizione, sono venuti a crollare.
Don Carlo Gnocchi, Restaurazione della persona umana, 1946