Intervista a Bhoomikumar Jegannathan, direttore del... (Leggi tutto)
Un abbraccio lungo due anni, il tempo che le ha tenute separate. Hanaa e Ghaydaa, madre e figlia, divise dalla guerra, a metà maggio si sono ritrovate al Centro IRCCS “Don Carlo Gnocchi” di Firenze in un commovente incontro. Le mani che hanno stretto i corpi, gli occhi negli occhi per riconoscersi ancora. Una storia drammatica, come tante nella guerra di Gaza, ma che ha trovato un lieto fine.

Ghaydaa, 12 anni, rimase ferita due anni fa per i primi bombardamenti israeliani sulla Striscia. Sembrava morta, ma fu ritrovata viva, tra le macerie, con l'esile corpo flagellato dalle esplosioni e dalle macerie, con fratture multiple alle gambe. Ha perso il padre e le due sorelle. Un ponte aereo la portò in Italia per le cure, all'ospedale Meyer di Firenze, insieme al fratello Alì, 18 anni. La madre, nei giorni dello scoppio della guerra, si trovava in Cisgiordania, a Ramallah, per le cure del figlio più piccolo, affetto da leucemia. E lì è rimasta bloccata, mentre la sua famiglia soccombeva sotto i colpi della guerra, e mentre Ghaydaa arrivava in Italia.
Dopo ventiquattro mesi di lontananza, a inizio primavera, il disperato appello della figlia per ritrovare sua madre e farla venire in Italia: «Chiedo soltanto una cosa - aveva dichiarato la giovane attraverso le pagine del Corriere Fiorentino -: voglio mia mamma vicino a me. Ho bisogno di lei quando ho paura, quando mi fanno male le gambe, quando mi sveglio la notte. Ho bisogno di lei per guarire».
Parole lanciate al mondo dal Centro IRCCS “Don Gnocchi” di Firenze, dove Ghaydaa ha ricominciato lentamente a camminare. E finalmente, dopo mille ostacoli burocratici, la madre è arrivata in Italia. Pochi giorni dopo l’appello della bambina, le istituzioni italiane avevano rilasciato un visto affinché la donna potesse partire alla volta del nostro Paese con il figlio più piccolo. Cosa che si è avverata dopo ulteriori traversie e attese.


All’ingresso del Centro della Fondazione, Hanaa ha potuto dapprima stringere a sé la nipotina, anche lei in Italia, poi l’abbraccio infinito con la figlia, ancora zoppicante, in un clima di grande emozione. Un abbraccio eterno, rotto dai pianti e dai singhiozzi di entrambe. Incredule e felicissime. Ma ancora attraversate dal dolore di una famiglia fatta a pezzi.
«Ho provato sentimenti contrastanti: tristezza per la perdita delle sorelle di Ghaydaa, gioia immensa per averla potuta riabbracciare - ha detto Hanaa -. Ho sofferto tantissimo in questi mesi, un dolore opprimente, angosciante. Adesso finalmente sono in Italia, e qui voglio restare, lontano dalla guerra che continua ad affliggere la mia terra». Hanaa e Ghaydaa vogliono ripartire da Firenze, la loro nuova città. Ghaydaa in queste settimane è ancora in cura alla Fondazione Don Gnocchi, mentre Hanaa e suo figlio Ahmed sono riusciti a trovare anche un alloggio fino all'estate, messo a disposizione da un cittadino fiorentino che si trova fuori città e che ha lasciato gratuitamente il suo appartamento. Decisivo in questa storia è stato l'impegno di associazioni e volontari che, fra l’Italia e la Palestina, si sono mossi per far arrivare Hanaa, consentendole di riabbracciare la figlia e di dare nuove prospettive a se stessa e ai propri cari.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
Ufficio Stampa:
ufficiostampa@dongnocchi.it