Un progetto - incontri a cui seguiranno elaborati da... (Leggi tutto)
Una casa abitata da sguardi, attese, gesti quotidiani e legami profondi. La forza silenziosa di una famiglia che vive l’autismo non come un’etichetta, ma come un territorio complesso da attraversare insieme, giorno dopo giorno. Questo raccontavano le immagini che hanno accolto e accompagnato i visitatori della mostra fotografica “My Star Wars Family. Vivere con l’autismo”, allestita nella sala di attesa dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria e Riabilitazione dell’Età evolutiva del Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi, chiusa nei giorni scorsi con un significativo successo di pubblico.

Firmata dall’artista Annalisa Brambilla, la mostra ha trasformato uno spazio di attesa e di cura in un luogo di incontro e di ascolto, coinvolgendo profondamente famiglie, operatori sanitari e visitatori. Attraverso un linguaggio fotografico intimo e affettivo, le immagini raccontano la quotidianità di una famiglia numerosa che convive con l’autismo tra sfide, scoperte, momenti di fatica e legami che tengono unito il nucleo familiare. Un racconto che non spiega né semplifica, ma invita ad abitare una dimensione emotiva complessa, fatta di relazioni, prossimità e piccoli gesti carichi di significato.
La risposta del pubblico è stata intensa e partecipe, a conferma della forza comunicativa di un progetto capace di parlare al cuore, oltre che alla mente. Un momento particolarmente significativo è stato la visita guidata del 23 gennaio, alla presenza dell’artista, dell’allestitore e della curatrice, che ha visto una numerosa partecipazione e ha favorito un dialogo diretto e autentico sui temi dell’autismo, della famiglia e dell’inclusione.

«Le immagini di "My Star Wars Family" riescono a restituire ciò che spesso non trova spazio nelle parole: la complessità delle emozioni, la fatica e allo stesso tempo la bellezza delle relazioni - sottolinea Anna Cavallini, responsabile del Dipartimento di Neuropsichiatria e Riabilitazione dell'Età evolutiva della Fondazione Don Gnocchi -. È uno sguardo che risuona profondamente con il lavoro clinico e riabilitativo che svolgiamo ogni giorno accanto ai bambini e alle loro famiglie».
La mostra ha rappresentato il momento conclusivo del ciclo di eventi organizzati in occasione dell’inaugurazione di InBiblio, la nuova biblioteca inclusiva recentemente avviata all’interno dell’IRCCS “Don Gnocchi”. Realizzata grazie al contributo di Fondazione KPMG Italia e al POLISOCIAL Award 2024 del Politecnico di Milano, InBiblio è uno spazio pensato per rendere la lettura un’esperienza realmente accessibile a tutti, senza barriere.

La dottoressa Anna Cavallini al taglio del nastro di InBiblio al Centro IRCCS "Don Gnocchi" di Milano
La biblioteca accoglie libri tradizionali e adattati, libri in simboli, tattili, audiolibri, libri-gioco e strumenti tecnologici che facilitano l’accesso alla lettura per bambini con disabilità motorie, sensoriali, intellettive e relazionali, ma anche per bambini provenienti da contesti sociali, culturali e linguistici differenti. Uno spazio dinamico, in cui la presenza di personale formato consente non solo di orientare nella scelta dei materiali più adatti, ma anche di co-creare il libro insieme al bambino, rendendo l’esperienza di lettura unica e profondamente personale.
«InBiblio nasce dalla stessa visione che ha guidato questa mostra - aggiunge Cavallini -: mettere al centro l’unicità di ogni bambino e offrire strumenti capaci di accogliere le differenze, valorizzando le risorse e le potenzialità di ciascuno. Che si tratti di un libro o di una fotografia, ciò che conta è creare spazi che parlino di inclusione reale e di relazione».
La mostra "My Star Wars Family. Vivere con l’autismo" è stata curata e allestita da Stefano Carnelli e Giulia Zorzi e realizzata grazie alla collaborazione e al contributo di Associazione Topis (Mantova), Digid’A Fine Art Lab (Roma), Festival di Fotografia Etica (Lodi) e Associazione Paolo Zorzi per le Neuroscienze (Milano).
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