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LETTERE DI PAZIENTI E FAMILIARI

La struttura organizzativa

Lettere di pazienti e familiari

Gentile direttore,
il nostro Cesare è stato accolto al Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma dopo un intervento a seguito di un incidente stradale. All’arrivo nel padiglione “S. Agnese”, è stato accolto dagli operatori, che lo hanno trattato da subito con efficienza, professionalità e accuratezza. In sole due settimane sono riusciti a curare e ridurre la gravità delle ferite da trauma agli arti inferiori, a recuperare una grave piaga da decubito e riuscire a movimentare gli arti che sembravano ormai inattivi. Altra cosa importante è stato il lavoro di supporto psicoterapico (Cesare ha perso la moglie nello stesso incidente). Vi ringraziamo per le capacità professionali che hanno consentito questa straordinaria ripresa psico-fisica del nostro padre e nonno.
I familiari

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Gentile direttore,
mio marito Roberto è stato ricoverato al Polo Riabilitativo “Don Gnocchi” di Sant’Angelo dei Lombardi (Av) per provare a ricominciare a camminare dopo un brutto incidente d’auto che l’ha obbligato alla sedia a rotelle per un mese. Ci tengo a ringraziare i fisioterapisti, i medici, tutti eccellenti professionisti dotati di gran cuore. Guardo a tutti con gratitudine, ma soprattutto ammirazione per i sorrisi e l’abnegazione con cui portano avanti il loro compito, senza mai dimenticare che il paziente è prima di tutto una persona e non un numero
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Carla

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Gentile direttore,
sono il marito della signora Franca, ricoverata al Centro “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Scrivo questa lettera alcuni mesi dopo la morte di mia moglie per ringraziare tutto il personale della Neurologia, dal primario ai medici, dalla caposala al personale infermieristico, fino ai volontari per le cure e l’assistenza continua prestate con tanta professionalità e pazienza, nel rispetto della dignità delle persone ammalate. Grazie anche a tutti i fisioterapisti, ai terapisti occupazionali, ai logopedisti, agli operatori della terapia del dolore e a tutti quelli che lavorano nel prestigioso Centro “Don Gnocchi”. Grazie di cuore.
Guglielmo

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Gentile direttore
è trascorso un mese da quando Angela “è volata via”. L’abbiamo salutata e abbiamo ripensato più volte al tempo passato insieme a lei al Centro “Girola” di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Volevamo ringraziarvi: siete stati la nostra seconda casa per oltre due anni, ma soprattutto siete stati la casa di Angela, l’ultima casa di Angela. L’avete accompagnata sino alla fine e ci avete accompagnati in questo lungo e faticoso percorso. Sempre col sorriso, sempre con una parola di conforto. Ci avete insegnato, giorno dopo giorno, ad affrontare la sofferenza con più coraggio. Grazie di cuore a tutti gli operatori del Centro, agli infermieri e ai medici che ci sono sempre stati accanto
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Famiglia Mantegazza

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Gentile direttore,
la nostra mamma Francesca la prima cosa che ha detto quando è stata ricoverata all’hospice dell’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano è che non aveva mai trovato così tanta umanità nelle persone. Il personale di questa vostra struttura, oltre all’altissima competenza, ha anche una grandissima gentilezza e disponibilità che toccano il cuore e non ci saranno mai abbastanza parole per esprimere la nostra profonda gratitudine.
Le figlie

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Gentile direttore,
un sentito ringraziamento a tutto il personale, infermieri, assistenti e suore del reparto “Montini” dell’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano che si sono prodigati con competenza e disponibilità per alleviare, per quanto possibile, le sofferenze della nostra cara Ines. Un grazie particolare ai medici che sono stati estremamente disponibili e vicini a lei ed anche a noi tutti con grande professionalità, ma soprattutto con un’umanità difficilmente riscontrabile al giorno d’oggi. Siamo certi che il lavoro di tutti voi non è stato vano e la missione che quotidianamente portate avanti, che non è di molti, possa ricambiarvi con altrettante soddisfazioni
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Anna

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Gentile direttore,
ho trascorso al Centro “S. Maria al Monte” di Malnate (VA) della Fondazione Don Gnocchi cinque mesi della mia vita, praticamente a tempo pieno, per desiderio di vivere insieme in continuità la drammatica esperienza della mia compagna Liliana. Non avevo sensibilità meditata di ambienti di sofferenza e assistenza a lungo termine ed è stato molto importante per me essere stato richiamato, nella disgrazia, ad un’osservazione attenta delle azioni umane ed anche delle tecnologie dei tempi e dell’organizzazione. Già in treno avvertivo il piacere di immergermi a breve nel vostro ambiente di veloce trotto, di richiami, di suoni e di armonie… E infine, finalmente, l’incontro giornaliero con la vostra leggerezza, bellezza, disponibilità, ironia ed affetto e nel discreto partecipare della vostra umanità. Voi rimarrete sempre nel mio cuore.
Vittorio

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Gentile direttore,
desideriamo fare avere il nostro “grazie” all'intera équipe della Riabilitazione Geriatrica del Centro “S. Maria al Castello” di Pessano con Bornago (Milano) per aver accompagnato in modo mirabile il nostro papà Giovanni all'abbraccio col Padre Celeste. Di ciascuno abbiamo un ricordo particolare: ricordiamo Teresa, che canticchiava sottovoce; Raoul, che pettinava papà ogni volta che lo alzava dal letto per sederlo sulla sedia a rotelle; Simon, che ogni volta ci offriva il caffè; Riccardo, con la sua dolcezza infinita; Salvo, che ha telefonato tre volte al Pronto Soccorso per sapere come stava papà; Sonia, che abita da poco dove abitava il papà, ma ha subito portato le preghiere del parroco; Debora che tira le fila da dietro le quinte in maniera amorevole e tutti gli altri, che con competenza ed amore hanno fatto la loro parte. Infine, la dottoressa Mara, che è stata la sorella maggiore di cui abbiamo avuto bisogno.
Vi abbracciamo con gratitudine ed affetto ad uno ad uno, perché avete contribuito a rendere meravigliosa un'esperienza così dolorosa, ma al contempo unica e solenne.

Anna e Giovanna

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Gentile direttore,
vorremmo elogiare e ringraziare tutto il personale del reparto di riabilitazione del Centro “Girola” di Milano. Grazie per la cortesia, la pazienza, la disponibilità che ci sono state dimostrate durante il nostro soggiorno. Un “grazie” ai fisioterapisti per la loro gentilezza e per aver spesso sollevato il nostro morale non sempre positivo. Siamo certe che il nostro percorso di guarigione è stato sicuramente favorito dal vostro atteggiamento positivo.
Nica, Luigia, Gemma

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Egregio direttore,
mio marito Roberto è stato ricoverato all’Istituto “Palazzolo” di Milano per oltre tre mesi ed sempre è stato curato con competenza e attenzione. Ringrazio i medici, tutti eccellenti professionisti, dotati di gran cuore. Ringrazio l'accettazione e le assistenti sociali. E che dire dei fisioterapisti? Tutti si sono prodigati per aiutarci in questo momento così difficile. Guardo a tutti con gratitudine, ma soprattutto ammirazione, per i sorrisi e l'abnegazione con cui portano avanti il loro compito in condizioni non facili, senza mai dimenticare che il paziente è una persona e non un numero e partecipando alla sofferenza sua e della sua famiglia con parole di incoraggiamento e consolazione.

Carola

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Gentile direttore,
mia madre è stata ricoverata per più di un mese e mezzo nel reparto di Medicina, e accompagnata in fase terminale nell’Hospice del vostro Istituto “Palazzolo” di Milano. Grazie per la disponibilità e professionalità che il personale ha dimostrato sin dal primo giorno. Non ci siamo mai sentiti soli, abbandonati, anzi qualche volta anche noi, come nostra madre, ci siamo sentiti perfino coccolati. L’umanità, la semplicità e l’umiltà dei medici nel trasferirci le notizie sullo stato di salute di nostra madre sono state alcune volte perfino disarmanti... Di fronte ad un dolore così grande non si riescono a trovare le parole giuste, ma speriamo di aver reso l’idea del nostro stato d’animo, credeteci, nonostante tutto sereno, anche grazie a voi.
Massimo e Paola... e mamma Silva

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Gentilissimo direttore,
in occasione del ricovero di mio marito all’Hospice “S. Maria delle Grazie” di Monza scrivo per esprimere tutta la mia riconoscenza ai medici, agli infermieri, agli assistenti sociali e a tutti i volontari. Trovare mio marito sempre pulito e ordinato, in un ambiente caloroso, familiare e umano, essere accolta nel pomeriggio con una tazza di caffè o di thè caldo, insieme a una parola di conforto, ha reso meno difficile accompagnarlo verso la fine del suo percorso.

Lettera firmata

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Gentile direttore,
mio marito è stato ricoverato fino a pochi giorni fa al Polo Riabilitativo di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino). Siamo approdati da voi, dopo aver girato per mesi molte altre strutture, provati da una grande sofferenza e varie vicissitudini. Mio marito non reagiva ai tentativi di cura, creando non poche difficoltà a chi lo doveva curare. Ma la professionalità, o meglio l’amore che abbiamo ricevuto da voi ha trovato il modo di creare una breccia nell’involucro di apatia e disperazione che ci avvolgeva. Medici, infermieri, operatori, terapisti e tutto il personale hanno dimostrato un temperamento che mai mi era capitato di vedere. Lavoratori instancabili, pronti in ogni momento a donare non solo la loro competenza, ma anche conforto e incoraggiamento: anche se oberati dal lavoro gravoso che svolgono, mai si sono risparmiati dal sostenere fisicamente e moralmente i malati e le famiglie. Il loro è un lavoro difficile, visto che si devono confrontare con persone esauste, reduci da lunghe e dolorose malattie. I pazienti in generale, e mio marito in particolare, hanno messo a dura prova tutti i professionisti della struttura, ma nonostante questo il sorriso non è mai mancato sui loro volti. Approfitto per ringraziare di vero cuore tutti coloro che si sono presi cura di mio marito: operatori validi, capaci di prendere a cuore le persone in momenti di grande fragilità. Li ho visti prendersi cura di ogni malato con attenzione, delicatezza e rispetto, anche quando le esigenze erano enormi. Li ho visti abbracciare parenti disperati, rimboccare coperte, nutrire il corpo e lo spirito dei malati. Il tutto mettendo da parte ogni difficoltà, che inevitabilmente incontrano ogni giorno nelle lunghe ore passate in reparto.
Sono stati tutti davvero molto grandi... Non ci sono parole per esprimere il mio ringraziamento. Queste cure di eccellenza hanno sortito l'effetto sperato e... non solo su mio marito. Mi è stato infatti insegnato a gestire le problematiche da affrontare e sono stata incoraggiata e sostenuta nel momento più buio, in modi che vanno ben oltre la professionalità e l’abnegazione al lavoro.
In tutta sincerità, posso affermare che se non fossimo arrivati in una struttura simile oggi non saremmo tutti qui presenti. Continuate così, sempre con tanto amore, professionalità serietà e solerzia, anche tra le difficoltà che a volte le istituzioni vi pongono. Questa è la buona sanità che dobbiamo valorizzare. Grazie infinite.
Anna

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Egregio direttore,
al reparto pediatrico dell’Irccs “Don Gnocchi” di Firenze vedo mia nipote serena e felice. Ha fatto amicizia con tanti bambini, “amici” che lei non ha mai avuto. Ringrazio tutto il personale che sta seguendo mia nipote in questo percorso: fanno di tutto per non farci sentire soli e per regalarci un sorriso. Grazie!

La nonna di Alidonia

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Egregio direttore,
voglio ringraziarvi per aver accolto il mio piccolo Mattia nel nuovo reparto di riabilitazione pediatrica del Centro Irccs “Don Gnocchi” di Firenze. I medici si sono rivelati professionisti eccellenti, gli infermieri e gli OSS, giovani e motivati, sono sempre gentili con i bambini e i fisioterapisti mettono a loro agio i bimbi e noi genitori...
Massimo

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Gentilissimo direttore,
a conclusione di un lungo periodo di riabilitazione al Centro “S. Maria della Pace” di Roma sento il dovere di esprimere sentimenti di gratitudine per le cure ricevute. In particolare, mi rivolgo al personale di reparto che svolge le mansioni più impegnative per venire incontro ad ogni tipo di esigenza dei ricoverati: quante volte la loro schiena deve curvarsi per sollevare persone non autosufficienti… Grazie, quindi, alla Fondazione Don Gnocchi, grazie ai medici e a tutto il personale che ne assicura l’efficienza.

Laura

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Egregio direttore,
il nostro Cesare è stato accolto al Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma dopo un intervento a seguito di un incidente stradale. All’arrivo nel padiglione “S. Agnese”, è stato accolto dagli operatori, che lo hanno trattato da subito con efficienza, professionalità e accuratezza. In sole due settimane sono riusciti a curare e ridurre la gravità delle ferite da trauma agli arti inferiori, a recuperare una grave piaga da decubito e riuscire a movimentare gli arti che sembravano ormai inattivi. Altra cosa importante è stato il lavoro di supporto psicoterapico (Cesare ha perso la moglie nello stesso incidente). Vi ringraziamo per le capacità professionali che hanno consentito questa straordinaria ripresa psico-fisica del nostro padre e nonno.
I familiari

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Egregio direttore,
dopo un intervento chirurgico di rivascolarizzazione miocardica per l’occlusione di due arterie, ho scelto di fare la riabilitazione al Polo Riabilitativo della Fondazione Don Gnocchi di S. Angelo dei Lombardi (Av), perché qui sono stati curati, con ottimi risultati, due miei fratelli, affetti dalla stessa patologia. Sono stato seguito costantemente dal personale medico competente, scrupoloso e professionale, coadiuvato da paramedici infermieristici preparati, disponibili e operativi in ogni situazione, puntuali nella terapia e nei prelievi quotidiani. Alla luce di quanto vissuto, dopo una degenza di circa 30 giorni, ritengo che il vostro Centro possa essere considerato un polo di eccellenza della riabilitazione.

F.S.

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Egregio direttore,
ho scelto di scrivervi, perché a parole mi è impossibile esprimere un’emozione. Volevo ringraziarvi tutti, dagli infermieri agli assistenti, ai medici, per lo splendido servizio che date a tutti pazienti che passano dai vostri reparti. L’amore, la pazienza e la costanza sono sinonimi di quanto sia grande il vostro impegno nei nostri confronti. Ho passato un mese al Polo Riabilitativo di Tricarico (Mt), dove ho sperimentato quella cordialità che fa passare il tempo - che sembrava infinito - in uno schiocco di dita.
Francesco

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Caro direttore,
sono passati quasi quattro anni dalla notte in cui al Pronto Soccorso mi dissero che la mamma non sarebbe arrivata al mattino, con quel suo cervello inondato di sangue. E invece ci sono stati ancora quattro anni di vita. Per noi certo era molto spesso un chiedersi «Ma è vita?», così, senza ricordi precisi, senza un vero riconoscimento delle persone care, senza la consapevolezza di quanti anni si hanno, con il chiaro rifiuto di accettare di averne 90… Eppure sì, è stata vita! Ci sono stati momenti di svago e addirittura di risate, sdentate ma contagiose, rapporti umani (quante persone che io non conoscevo, durante le nostre passeggiate in carrozzina, la salutavano «Ciao Carluccia» e le sorridevano…), piaceri della tavola (era sempre la prima a finire). Una vita senza ricordi e senza aspettative, tutta nell'immediato presente, ma è stata vita. Anzi forse quella che della sua vita vera mi resterà più impressa.
Il mio grazie sincero, sentito, profondo per la cura e l’umanità con cui tutto il personale del Centro “Girola” di Milano della Fondazione Don Gnocchi, struttura benedetta, ha aiutato mia madre e a tutti coloro che le hanno voluto bene e le hanno regalato la serenità di questi quattro anni di vita.

La figlia

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Egregio direttore,
in occasione delle dimissioni della mia mamma dal vostro Istituto “Palazzolo” di Milano e del successivo trasferimento al Centro “Girola” della Fondazione Don Gnocchi, rivolgo ai medici, agli infermieri e agli operatori un sentito ringraziamento per le cure, l’assistenza, la competenza e la professionalità dimostrate. Siamo certi che il Centro “Girola” che ha accolto da poco la mamma provvederà al suo benessere con lo stesso impegno e dedizione, in continuità e sulla linea definita dalla vostra struttura.
Donatella

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Gentilissimo direttore,
le scriviamo per esprimere la nostra riconoscenza per il meritorio ed encomiabile aiuto che gli operatori della Fondazione Don Gnocchi prestano nei confronti di chi è affetto da Alzheimer. È doloroso per noi famigliari vedere così indifesa una persona che fino a qualche anno fa era piena d'energia e che ha passato la sua vita a difendere gli altri nell’esercizio della sua professione. Sentirlo cantare a squarciagola vecchie canzoni, trovarlo pulito e profumato, o vederlo impegnarsi negli esercizi ginnici ci riempie il cuore e ci riconcilia con la vita. Ci è sembrato doveroso scrivervi per ringraziare tutti gli operatori che sono diventati un nuovo punto di riferimento per il nostro anziano papà, che può in questo modo vivere dignitosamente le sue giornate.

Federica e Jorge

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Egregio direttore,
sono in attesa di ricominciare il trattamento riabilitativo in Fondazione Don Gnocchi, appuntamento atteso e desiderato, non solo per i benefici sul piano fisico, ma anche per il buon clima che si respira nelle vostre palestre. La prima volta che mi sono affacciata al locale, ormai anni orsono, sono rimasta perplessa. Ma ai limiti oggettivi hanno supplito ottimamente la simpatia, l'accoglienza, l'ascolto qualificato, la competenza e la professionalità dei fisioterapisti. Mi sono sentita curata e, alla fine del percorso, riabilitata. Purtroppo la mia patologia mi ha obbligato a frequenti ritorni che hanno sempre confermato la prima esperienza.
Ho avuto, nel tempo fisioterapisti diversi, ognuno con mano e approccio personale, ma tutti mi hanno permesso di attraversare e terminare il percorso riabilitativo sentendomi più salda e più sciolta, reinsediata nel mio corpo. Ma soprattutto mi sono divertita. Non dico che la struttura non possa e debba essere migliorata, ma volevo comunque complimentarmi e con tutti gli operatori per la sensibilità, l’accoglienza, l’impegno e la passione, la serietà professionale e la leggerezza personale con cui svolgono un lavoro, psicologicamente e fisicamente molto impegnativo.
Annamaria

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Egregio direttore,
sono passati due mesi dalla morte della mia mamma, ma il ricordo di tutti voi e dell’Hospice “S. Maria delle Grazie” di Monza lo porto nel cuore. Siete stati la famiglia che non avevo, gli amici che non hanno saputo starmi vicino. Mi avete sorretto, supportato e dato tanto coraggio. Oggi mi sento una persona diversa, questo grazie a voi. La sofferenza e la morte non mi fanno paura e ho compreso il significato delle parole che mi ripeteva la mamma, cercando di confortarmi: «La morte fa parte della vita…». Ho passato due mesi accanto a voi e mi sono resa conto di quanto emotivamente difficile e faticoso deve essere il vostro lavoro, fatto sapientemente di umanità e professionalità. Mi avete insegnato che è sempre doveroso essere pazienti, sereni e premurosi verso gli altri. Vi ringrazio per aver saputo trasmettere in vari modi alla mia mamma l’affetto, la vicinanza e le premurose cure, che hanno rafforzato la sua voglia di vivere, sperare e mai arrendersi. Ha affrontato il suo ultimo percorso senza mai perdere la fede. Siete stati speciali e un importante sostegno anche per il mio papà. Avete reso “piacevolmente” indimenticabile questo mio ultimo periodo accanto a lei. Mi rivedrete ancora, perché io senza il vostro abbraccio e il vostro sorriso non so stare.

Luisella

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Gentile direttore,
voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutto il personale e ai medici del Centro “S. Maria alla Pineta” di Marina di Massa per l'alta professionalità che hanno dimostrato e per l'attenzione, continua, rispettosa, educata verso le persone dei malati. Io sono loro molto grato e riconoscente. La salute è un bene prezioso. Chi si mette nelle mani dei medici e dei paramedici per essere aiutato, desidera sentirsi sicuro e accudito e vivere quel momento così delicato della propria vita con la certezza di essere curato nel migliore dei modi. Il nostro territorio ha ben ragione di essere orgoglioso di un polo sanitario di eccellenza che opera efficacemente, e che, insieme a tante altre strutture, porta in alto il nome della medicina italiana.
Mons. Eugenio Binini, vescovo emerito di Massa Carrara

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Egregio direttore,
vorrei esprimerle la mia gratitudine per l’assistenza presentata al paziente russo Aleksey Ivanov che è stato ricoverato nelle scorse settimane al Polo Riabilitativo del Levante ligure di La Spezia della Fondazione Don Gnocchi. La famiglia del ragazzo, addolorata dall’incidente, ha trovato nella vostra struttura una calorosa accoglienza molto necessaria in tali momenti difficili da parte del personale. L’atteggiamento professionale attento e generoso è stato altamente apprezzato dalla madre e dalla moglie del paziente. Un ringraziamento da parte russa viene esteso a tutti gli operatori e ai medici del Centro per quanto fatto durante il ricovero del ragazzo. Apprezziamo pure la grande efficienza e cortesia sempre dimostrata nei confronti della famiglia dal personale amministrativo.

Pavlov Marat console generale della Federazione Russa a Genova

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Gentile direttore,
un ringraziamento a tutto il personale del Centro Irccs “Don Gnocchi” di Firenze per quello che avete fatto nella vostra splendida struttura per mia figlia Chiara: non solo ottimo livello di cura e assistenza, ma anche vera accoglienza, sorrisi, incoraggiamenti, partecipazione, delicatezza… eccellenza! La mancanza di indicazioni per il Centro, anche se è ben riconoscibile, e i cestini per la raccolta differenziata che sono indistinti, sono solo davvero inezie rispetto a quello che riuscite a fare, dando vero sollievo a chi sta male e ai parenti che accompagnano i propri famigliari nel percorso di riabilitazione. Con affetto e gratitudine.
La madre

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Gentilissimo direttore,
decisamente la cosiddetta tecnologia ci schiavizza sorniona e l’umanità sembra aver perso il senso reale della vita. Ogni giorno stampa e televisione ci sommergono di violenze, ruberie, sopraffazioni… È un tunnel torbido e oscuro, nel quale tentano di costiparci per toglierci la visione e la speranza in un mondo migliore che pur esiste, tant’è che una banale caduta, ma con amare conseguenze, ci fa scoprire la luce, l’esistenza di un mondo umano, fatto di dedizione, professionalità e soprattutto di tanto amore e di personale abnegazione. Come ringraziare la costante disponibilità, la gentilezza e la professionalità dei medici fisiatri ed internisti del Centro “Gala-Don Gnocchi” di Acerenza, il gioioso e rassicurante sorriso di alcuni, lo sguardo ammiccante e affettuoso di altri? Un vivissimo ringraziamento al personale tutto che costantemente onora la memoria del beato Don Carlo Gnocchi, donando ogni giorno amore e sorrisi che sono l’unica vera ed efficace medicina capace di lenire ogni dolore. A voi tutti, con grande affetto e stima, grazie di cuore!

Giuseppina Bollettieri e Luigi Lauria

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Egregio direttore,
grazie è la sola parola che esprime la riconoscenza che debbo al nucleo Alzheimer dell’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano. La mia dolce mamma si è spenta lì, con la mano nella mia, ma sotto gli occhi attenti e dolci di tutto il personale del reparto che nel tempo aveva imparato a conoscerla, a volerle bene e che l’ha accompagnata nel periodo della lunga sofferenza. Tutti gli operatori sono stati preziosi non solo per la mamma, ma anche per me, senza retorica ma con grande professionalità ed umanità.
Monica

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Gentilissimo direttore,
siamo le figlie della signora Lucia, venuta a mancare nei giorni scorsi nel vostro Centro di Milano. Vorremmo esprimere la nostra gratitudine a voi tutti, visto che abbiamo trovato una grande disponibilità da parte vostra e una forte partecipazione ad ascoltare e cercare di risolvere al meglio i nostri problemi. Un grazie particolare all’operatrice socio-sanitaria che ha accudito la mamma: è stata come una figlia, la sua sensibilità e umanità, unita alla grande professionalità, hanno contribuito a rendere il nostro fardello meno pesante. Riusciva a far sorridere nostra madre, anche nei momenti più difficili. Ringraziamo molto anche il terapista del servizio ADI, che ha saputo rimettere in piedi la mamma anche quando noi non credevamo fosse possibile. Siamo sicure che da lassù la mamma vi sorride e pregherà per voi. Grazie di cuore.

Emanuela e Maria

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Egregio direttore,
un ringraziamento a tutti gli operatori e ai medici dell’Hospice di Milano della Fondazione Don Gnocchi per quanto fatto durante il ricovero di Lorenzo. Una parola, un sorriso, uno sguardo… piccoli grandi gesti di un lavoro che è una missione, un’impresa, il miracolo di rendere meno amaro l’avvicinarsi di un momento triste. Vorremmo che uno degli ultimi sorrisi di Lorenzo possa essere un ulteriore stimolo e incentivo per una così nobile e difficile impresa. Grazie di cuore.
Lorenzo, Laura e tutta la famiglia

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Egregio direttore,
ho apprezzato la grande efficienza e cortesia sempre dimostrata nei nostri confronti dal personale amministrativo (reception) del vostro Centro Odontoiatrico di Milano. Ho molto apprezzato anche la professionalità e la cura nei confronti dei nostri figli fornita dal personale sanitario, dentisti e igienisti.

Peter

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Gentilissimo direttore,
la nostra cara mamma, ricoverata da più di sette anni all’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano, ha concluso la sua vita terrena. Cari tutti operatori, standole vicino l’avete fatta sentire amata e anche con una semplice carezza o un complimento siete riusciti a darle quel sorriso sincero che non dimenticheremo. Le siete stati vicini come una grande famiglia, confortandola, curandola fisicamente e moralmente. Il nostro pensiero e la nostra riconoscenza vanno in particolare per la professionalità dimostrata, ma soprattutto per la grande umanità e l’immensa pazienza che hanno caratterizzato ogni gesto. Da voi tutto è perfettamente organizzato in modo da dare sostegno e sollievo a tutti gli ospiti, ma quel che non mancano, da parte di ciascun operatore, sono una parola di conforto e un sorriso rassicurante, anche nei momenti più difficili. Abbiamo la consapevolezza che tutto questo non è solo frutto di un dovere di lavoratori del settore; per voi, infatti, la persona anziana è un soggetto che trasmette emozioni profonde. Sapevamo che la mamma era in buone mani e sappiamo che avete contribuito a farle vivere in serenità, nonostante i tanti problemi, gli ultimi anni della sua vita. Non smetteremo mai di esservi riconoscente.
Maddalena e Silvana

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Gentile direttore,
mi ritengo più che soddisfatta delle cure ricevute al vostro Centro Irccs “Don Carlo Gnocchi” di Firenze. Tutto il personale è competente, attento, gentile ed è riuscito a farmi sentire a mio agio. I miglioramenti, dal mio arrivo nella struttura, sono stati graduali e notevoli, grazie sicuramente alla professionalità dei fisioterapisti.

Chiara

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Gentile direttore,
nei mesi scorsi nostro padre - un giovane di 80 anni portati benissimo - è stato colpito da un ictus e la sua vita, la nostra vita, in un battito di ciglia è stata stravolta. La nostra prima preoccupazione, subito dopo esserci accertati delle sue condizioni, è che tutto era capitato in un sistema sanitario, come quello campano, spesso noto per disfunzioni, disservizi e malasanità.  Dopo un ricovero di due settimane al “San Giuseppe Moscati” di Avellino, mio padre è stato trasferito per la riabilitazione al Polo Specialistico Riabilitativo di Sant’Angelo dei Lombardi (Av) della Fondazione Don Gnocchi, dove abbiamo trovato professionalità e umanità al servizio dei pazienti e dei loro familiari. Tutti gli operatori si sono dimostrati bravi, attenti e sensibili. Due mesi intensi di grande lavoro e sacrificio, seguiti da altri due mesi in regime di Day Hospital nella stessa struttura, con risultati all’altezza del reparto e delle nostre aspettative. Il nostro percorso di quasi cinque mesi presso il Polo di Sant’Angelo è terminato con ottimi risultati che hanno portato nostro padre a camminare quasi da solo e a recuperare parte della sua autonomia. Il nostro immenso e sincero grazie va a tutti gli amici della Fondazione Don Gnocchi, per averci amorevolmente curato nel momento del bisogno e per averci reso più forti. Grazie sarete sempre nel nostro cuore.
Rita e Domenico

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Gentile direttore,
vorrei ringraziare tutti coloro che lavorano al Centro “Gala-Don Gnocchi” di Acerenza (Pz) e che con il loro impegno rendono prestigiosa questa struttura. Ringrazio responsabili e operatori, soprattutto coloro che - con dedizione e spirito missionario – svolgono il loro lavoro senza farti sentire di peso. Ringrazio tutto il personale, senza escludere nessuno. Ritorno a casa portando con me tanti ricordi positivi e tra questi anche il buon odore della cucina, che a una certa ora del mattino aleggia nei corridoi. Auguro a tutti voi un buon proseguimento di lavoro nella serenità e nell’operosità.

Filomena

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Gentilissimo direttore,
vorrei ringraziare personalmente tutti coloro che prestano servizio al Centro “Gala-Don Gnocchi” di Acerenza (Pz) che ho avuto modo di apprezzare per via del ricovero di mia mamma. Mi scuso se a causa della mia eccessiva apprensione sono risultato invadente; anche in questi momenti ho trovato in voi un grande senso di comprensione. Concludo con le parole di don Gnocchi: “Fare del bene sempre, ovunque, dappertutto”, con l’augurio che queste parole possano essere per voi sempre di forte guida e motivazione. Grazie di cuore a tutti! Vi porto singolarmente nelle mie preghiere.
Don Michele

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Gentile direttore,
ho accompagnato al Polo Specialistico Riabilitativo di Tricarico (Mt) mia zia Concetta, 89 anni, alla quale è stata prescritta una riabilitazione intensiva in regime di ricovero. Sento il dovere di informarvi sull’accoglienza ricevuta, che è stata positiva. Ho ricevuto (e sono certa che continuerò a ricevere…) piena disponibilità da tutto il personale della struttura. Eccellente il rapporto umano, subito dimostrato dal personale medico, paramedico e amministrativo. Sono certa che mia zia trascorrerà presso la vostra struttura un periodo di serena degenza e per questo vi ringrazio.

Addolorata

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Gentile direttore,
vorrei porgere un sentito ringraziamento al Centro “S. Maria ai Servi” di Parma della Fondazione Don Gnocchi in cui ho vissuto, per molti anni, svolgendo sia un percorso riabilitativo, sia un percorso di formazione universitaria e di preparazione all'insegnamento. Mi sono appoggiata a questa struttura anche per i successivi 10 anni in cui ho svolto la professione presso un liceo scientifico e provo profonda riconoscenza nei confronti di tutti coloro che mi hanno seguita nel corso degli anni. Di recente, poi, sono stata vittima di un infortunio in cui ho subito la frattura di un femore e, in questa occasione, ho avuto modo ancora una volta di apprezzare la vicinanza di tutti gli operatori. Ringrazio i medici e tutti i fisioterapisti che si sono adoperati per la mia ripresa motoria andando oltre alle loro specifiche mansioni e, non da ultimi, lo staff infermieristico e quello degli operatori assistenziali, che hanno contribuito quotidianamente e nel corso degli anni al mio benessere. Mi sento quindi di poter affermare che la mia esperienza rappresenti un esempio emblematico del progetto originario del beato don Gnocchi, ovvero offrire a coloro che usufruiscono dei servizi della Fondazione, soprattutto le persone affette da disabilità, sia benefici tangibili, relativamente alle diverse problematiche fisiche, sia benefici legati allo sviluppo della persona nella sua interezza.
Chiara Paltritti

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Gentile direttore,
nei mesi scorsi ho subito un brutto incidente. Sono stata per giorni in rianimazione, poi mi hanno trasferita al Polo Specialistico Riabilitativo della Fondazione Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi (Av). Quando sono arrivata ero confusa e spaventata, ma il modo con il quale sono stata accolta mi ha aiutata a superare ogni difficoltà. Ringrazio le logopediste che mi hanno aiutata a riacquistare le capacità mentali e vocali, la psicologa che mi è stata vicina in questo momento difficile della mia vita, il terapista occupazionale paziente, simpatico ma sempre molto professionale. Ringrazio anche i medici, il personale infermieristico e assistenziale, che oltre a svolgere il proprio compito ha saputo donarmi, anche con semplici sorrisi, quel calore che mi ha spesso fatto dimenticare di essere in ospedale... Un immenso grazie a tutti i fisioterapisti per avermi aiutato a rialzarmi in tutti i sensi. Un grazie anche a tutto il personale della cucina, delle pulizie, ai volontari, al caposala e al cappellano. Un immenso abbraccio va infine al primario che maggiormente si è occupato di me e a cui non finirò mai di dire grazie...
Claudia

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Gentile direttore,
grazie per la vostra professionalità, per i vostri sorrisi, per la vostra disponibilità, per i vostri ritornelli cantati durante la colazione, per le borse del ghiaccio che arrivano durante la notte senza averle chieste, per il chiederci ogni tanto se avevamo bisogno di voi, per la vostra energia, per la bellezza della vostra anima che traspare dai vostri occhi nonostante il duro lavoro. È di questo che il malato ha bisogno, oltre che dei farmaci, ed è questo che allevia tantissimo la sofferenza. Ringrazio il Signore per avervi incontrato al Polo Riabilitativo di Tricarico (Mt), perché avete arricchito la mia vita. Vi porto nel mio cuore e nelle mie preghiere.
Maria Filomena Costantini

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Gentilissimo direttore,
ho frequentato il Centro “Gala-Don Gnocchi” di Acerenza (Pz) in seguito a un intervento chirurgico. Voglio esprimere al personale tutto il mio ringraziamento sincero per l'accoglienza ricevuta. La mia riconoscenza non è riferita solo alle vostre eccellenti prestazioni professionali, ma soprattutto all'alto senso di umanità espresso nel rapporto con i pazienti! Spesso noi lucani siamo costretti a raggiungere strutture distanti, con disagi enormi e dispendio di energie: la presenza del vostro Centro è per noi motivo di orgoglio e rappresenta un “fiore all'occhiello” del nostro territorio. Il Beato don Gnocchi, nel donare il suo amore concreto a tutti i malati e bisognosi, ha acceso un fuoco che non cessa di bruciare e di produrre “ricchezza" per tutti.
Maria Belsanti

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Egregio direttore,
sono stato ricoverato per più di due mesi nel vostro Centro Irccs “S. Maria Nascente” di Milano, nei reparti del primo e secondo piano, in seguito a un intervento all’aorta addominale. Vorrei ringraziare di cuore tutto il personale medico e infermieristico, i fisioterapisti e gli operatori che mi hanno aiutato nel mio percorso di riabilitazione con grande professionalità, sensibilità e amore per il lavoro. Continuate così e tanti complimenti per il vostro encomiabile servizio!
Armando Tivan

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Gentilissimo direttore,
mi permetto di rubare pochi minuti del suo tempo per esprimere il mio encomio su quanto ho visto ieri nel padiglione C, al terzo piano del vostro Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano, dove la mia anziana nonna è da poco ricoverata e dove il Servizio Animazione ha organizzato per le degenti una festa in occasione della ricorrenza dell’8 marzo. Mi occupo di emergenza-urgenza da sempre e ho frequentato innumerevoli ospedali in Italia e all’estero: l’attenzione, l’umanità e la dignità con la quale i vostri anziani ospiti sono trattati meritano il mio plauso più sentito. Personalmente in tanti anni mai ho avuto modo di osservare una simile empatia nei confronti di persone così fragili e per lo più oramai tristemente abbandonati dalla ragione. Per chi fa un lavoro come il mio è un sicuro e forte insegnamento. Un ringraziamento a tutti.
Silvio Zerbi

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Egregio direttore,
sono la moglie di Mario, che è stato ricoverato all’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano, nel reparto sub acuti del terzo piano. Purtroppo la situazione di mio marito era piuttosto grave e nulla si è potuto fare. Desidero esprimere il mio vivo ringraziamento allo staff medico, infermieristico e a tutti gli operatori che si sono presi cura di mio marito per l’assistenza e l’umanità dimostrata sia nei suoi confronti, sia verso noi familiari. Grazie di cuore.
Nadia Pastori Baldissin

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Egregio direttore,
mi chiamo Giuseppe e sono il figlio di Mario, deceduto lo scorso marzo presso l'Hospice del vostro Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano. Con la presente desidero esprimere la mia profonda gratitudine nei confronti di tutto il personale dell’Hospice, che ha seguito amorevolmente mio papà, seppure per un periodo di sole due settimane. Papà era affetto da una neoplasia polmonare avanzata, scoperta recentissimamente, con un quadro clinico già sintomatico.
 Ho dovuto operare la scelta di rivolgermi alla vostra struttura, in funzione del fatto che viveva da solo e avevo la necessità di garantirgli le migliori cure possibili, seppure obiettivamente finalizzate alla sola palliazione. Il papà ci ha lasciato in punta di piedi, un po’ come è sempre stata la sua vita, caratterizzata da una semplicità genuina, con una grande dignità che lo ha sempre caratterizzato. Devo dire che non ha sofferto, probabilmente aveva già deciso che era arrivata la sua fine ed era preparato ad accettarla. Il giorno del suo ingresso non potrò dimenticarlo: ho trovato delle persone di una sensibilità straordinaria, realmente incommensurabile: medici e infermieri a cui riconosco una profondità umana e di valori. Non voglio dimenticare tutti gli altri operatori, indistintamente, compresa una volontaria che tutti i giorni era presente in struttura. In tempi
caratterizzati da regole, più dettate dal profitto che dalla necessità i una risposta efficace ai bisogni di assistenza, il vostro Hospice rappresenta quanto di meglio in termini di efficacia e questo deve essere considerato un motivo di assoluta distinzione! Complimenti dinuovo... Concludo con un grande abbraccio a tutti gli operatori dell'Hospice e del Servizio sociale che ha mediato la richiesta di inserimento in struttura di mio papà. Vi porto tutti nel mio cuore.

Giuseppe Fiorani

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Egregio direttore,
fino alla scorsa estate fa conoscevo l’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di Milano solo di nome. Avevo molti timori quando, una mattina, vi sono entrato per accompagnare mio padre già debole e stanco, ma le mie paure si sono dileguate immediatamente e si sono trasformate in un senso liberatorio di sollievo quando ho visto l’accoglienza sollecita del personale e la fresca stanza a lui riservata. Ho capito che mio padre era entrato in una nuova casa dove sarebbe stato accudito e curato con amore e rispetto. E così è stato durante tutti i cento giorni che mio padre ha vissuto all’interno del Centro, trasferendosi in quattro diversi reparti. Ovunque ha trovato medici disposti ad ascoltare e spiegare, infermieri attenti e scrupolosi, operatori sociosanitari generosamente disponibili. Io e la mia famiglia vogliamo ringraziare tutti coloro che ci sono stato di aiuto e conforto. L’augurio può essere uno solo: continuate così e, se possibile, cercate di fare sempre meglio.
Roberto Knez

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Gentilissimo direttore,
in un periodo in cui l’opinione pubblica tende a criticare ed evidenziare solo aspetti negativi sulla sanità, io e mio figlio Erick, vicini in questa triste vicenda che ci ha visti perdere l’altro mio figlio Giuseppe -  scomparso a soli 37 anni dopo un periodo di ricovero all’Hospice del Centro “S. Maria alla Pineta” di Marina di Massa desideriamo riconoscere la professionalità e umanità incontrate nel seguire sia il degente che i familiari con parole buone e sincere nel momento più difficile della nostra vita. In particolare i medici, le caposala, l’équipe OSS e infermieristica, il personale addetto all’assistenza si sono distinti per la sensibilità, gentilezza e premura che hanno reso la degenza più sopportabile. Ci hanno considerato persone e non numeri ed è stato molto importante per noi familiari già così provati da tanto dolore: ogni giorno abbiamo constatato con quale dedizione veniva assistito il nostro caro. Nonostante il tragico momento per la perdita di un figlio, e in sua memoria, testimoniamo che siete una grande squadra e vi esortiamo con il cuore in mano a continuare su questa strada, perché le vostre qualità ci hanno profondamente commossi. Con la certezza che Giuseppe, ora che ha trovato quella pace tanto cercata in terra, vi porterà sempre nel cuore, porgiamo i più sinceri ringraziamenti.

Angelo ed Erick