Durante il convegno scientifico “Neuroscienze, arte e... (Leggi tutto)
Lo sport come strumento di inclusione, crescita e partecipazione per tutti i bambini, in particolare di quelli con bisogni comunicativi complessi o con fragilità sociali, linguistiche o culturali. E’ il cuore del progetto “Sportilandia”, il cui scopo è unire competenze cliniche, pedagogiche e comunicative, per rendere le discipline sportive accessibili e comprensibili a ogni bambino, attraverso materiali e contenuti sviluppati secondo i principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), con l’ausilio di una APP e tecnologie innovative.

L’iniziativa nasce nell’ambito dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria e Riabilitazione dell’età evolutiva del Centro IRCCS “S. Maria Nascente” Fondazione Don Gnocchi di Milano, diretta dalla dottoressa Anna Cavallini, ed è stata presentata ufficialmente il 26 marzo nella Casa dello sport di Milano, sede del CONI Lombardia, moderato da Ottavio Ferenzena, con la presenza, tra gli altri, della dottoressa Cavallini, delle terapiste dello staff della neuropsichiatria infantile della Fondazione, del presidente del CONI Lombardia, Marco Riva, di Andrea Maggi, dell’Agenzia digitale milanese “Golden Flamingo”, partner e sviluppatore del progetto, e di Piermario Barzaghi, presidente advisory board Fondazione KPMG Italia, che ha sostituto il progetto “Sportilandia”. Presente anche l’ex-calciatore della nazionale Antonio Candreva, assistente tecnico della nazionale italiana calcio under 15, che ha voluto partecipare a questo evento di grande valore umano e simbolico.


In particolare, il presidente del CONI Lombardia, Marco Riva, (nella foto sopra, a sinistra) si è soffermato sull’importanza del progetto – che ha visto il patrocinio e la convinta adesione del CONI – e sul valore dello sport come strumento di coesione ed inclusione. Piermario Barzaghi ha evidenziato l’importanza della scelta di KPMG Italia di investire in questo progetto, che rientra fra le soluzioni a impatto sociale in grado di generare valore reale per le comunità, mentre Andrea Maggi ha illustrato lo strumento dal punto di vista tecnologico-digitale, sottolineando l’importanza della collaborazione con le terapiste esperte della Fondazione Don Gnocchi, che a loro volta hanno proposto una dimostrazione pratica dell’utilizzo delle schede in CAA realizzate appositamente per la nuova piattaforma. Lo strumento operativo a disposizione di bambini, operatori e famiglie è appunto una APP/sito di facile accesso, costruita attraverso i principi della CAA, che è in grado di illustrare le diverse discipline sportive con contenuti facilitati, adattati, dinamici, divertenti, permettendo così al bambino un ruolo attivo di conoscenza.

«All’interno della Fondazione Don Gnocchi – ha detto Anna Cavallini (nella foto)– lo sport rappresenta da sempre uno strumento di inclusione e di crescita personale. L’avvicinarsi delle Olimpiadi “Milano-Cortina 2026” e poi il successivo svolgimento, hanno spinto la nostra Unità Operativa a riflettere su come poter avvicinare i bambini a questo importante evento. Rendere le discipline sportive accessibili alla conoscenza del bambino con disabilità o del bambino fragile, per contesto sociale svantaggiato, bagaglio esperienziale povero, barriera linguistica o culturale ha spinto la nostra Equipe CAA a voler realizzare l’ambizioso progetto di facilitare la conoscenza dei diversi sport attraverso materiale adattato alle differenti fragilità, spiegando le regole principali del gioco e presentando le condotte sportive responsabili della partecipazione attiva».

L’interesse e la curiosità dei bambini sono stati immediati e la richiesta di accedere al materiale adattato da utilizzare anche per i bambini con barriere linguistiche o culturali o con povertà esperienziale è arrivato anche da insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie: «Questi riscontri positivi – ha aggiunto la dottoressa Cavallini - ci hanno poi portato – grazie al decisivo apporto dei vari partner, che ringraziamo – alla realizzazione di un’APP/sito di facile accesso, unitamente a proposte social, contenuti e grafica innovativi, costruiti attraverso i principi della CAA, in grado di illustrare le diverse discipline sportive con contenuti facilitati, adattati, dinamici, divertenti, permettendo al bambino un ruolo attivo di conoscenza».
Per garantire il successo e la massima visibilità del progetto, risulta di estrema importanza anche il ruolo delle Federazioni dei vari sport che fanno riferimento al CONI, il cui contributo attivo sta cominciando ad arricchire in modo significativo questa iniziativa, grazie al loro ruolo di partner attivi e in un quadro di crescente collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi.
Da ricordare infine che la Comunicazione Alternativa Aumentativa (CAA) è un approccio trasversale a molte tipologie di individui con bisogni comunicativi complessi volto a individuare modalità che possono facilitare e migliorare la comunicazione delle persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura. Si definisce aumentativa perché non sostituisce ma incrementa le possibilità comunicative naturali dell’individuo. Si definisce alternativa perché utilizza modalità di comunicazione alternative diverse da quelle tradizionali.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
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