All'adunata nazionale di Genova, il presidente don... (Leggi tutto)
Alla fine di questo mese di maggio si concluderà il percorso formativo semestrale promosso dalla Fondazione Don Gnocchi di Torino in collaborazione con il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino a seguito del quale prenderà il via una nuova e innovativa realtà: l’”Ambulatorio Sol Diesis”, un servizio altamente specializzato dedicato alla salute dei musicisti e degli artisti da palcoscenico.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto SAMBA – Salute, Movimento e Benessere in Accademia, finanziato dal Bando Pro.Ben del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), e rappresenta un esempio concreto di integrazione tra formazione, prevenzione e presa in carico clinica.

Il percorso ha coinvolto studenti e giovani professionisti in un ciclo di workshop ospitati presso il Conservatorio di Torino, con focus su ergonomia, postura, prevenzione degli infortuni e consapevolezza corporea durante la performance artistica. Alla base del progetto vi è la consapevolezza che il musicista, al pari di un atleta, è esposto a stress fisici intensi e pressioni emotive, con rischi concreti di sovraccarico funzionale legati alla ripetitività dei gesti. Da qui l’esigenza di sviluppare competenze specifiche in ambito di prevenzione, diagnosi e cura.
In continuità con il percorso formativo, prende ufficialmente avvio l’Ambulatorio Sol Diesis afferente alla Fondazione Don Gnocchi di Torino, dedicato a musicisti, cantanti e artisti da palcoscenico, sia professionisti sia amatoriali. Si tratta di una nicchia specialistica ancora rara in Italia, finora presente esclusivamente presso l’IRCCS “S. Maria Nascente” della Fondazione Don Gnocchi di Milano, oggi replicata anche in Piemonte.
L’ambulatorio propone un approccio multidisciplinare integrato, che combina competenze fisiatriche, foniatriche, fisioterapiche, logopediche e neuropsicologiche, con programmi riabilitativi personalizzati costruiti sull’analisi del gesto tecnico e della performance musicale.
«Questo progetto nasce dalla volontà di portare anche sul territorio torinese e piemontese un modello già consolidato a Milano e in Lombardia, ma ancora unico nel suo genere - sottolinea Ylenia Sacco, Direttore del Centro della Fondazione Don Gnocchi Torino che ha seguito il progetto - . Abbiamo lavorato su due livelli: da un lato le attività formative, per aumentare la consapevolezza nei musicisti; dall’altro la creazione di un servizio clinico ad hoc con un obiettivo ben chiaro, ossia quello di diventare un punto di riferimento per la salute dei musicisti, offrendo competenze specialistiche che oggi non trovano risposta nei percorsi riabilitativi tradizionali».

«La collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi - afferma Francesco Pennarola, Direttore del Conservatorio di Torino - rappresenta un passo importante per la formazione dei nostri studenti. Spesso i musicisti si trovano ad affrontare problematiche fisiche senza avere strumenti adeguati per prevenirle o gestirle. Questo percorso ha introdotto un cambio di paradigma: prendersi cura del proprio corpo è parte integrante della crescita artistica».
Con l’attivazione dell’Ambulatorio Sol Diesis a Torino, la Fondazione Don Gnocchi rafforza il proprio ruolo nell’innovazione clinica, introducendo sul territorio un servizio altamente specializzato che integra prevenzione, formazione e riabilitazione.
«Durante il percorso formativo abbiamo lavorato su un concetto fondamentale: non si può separare la performance artistica dalla salute del corpo – spiega Stefano Gargano, Medico Fisiatra e Responsabile dell'Ambulatorio Sol Diesis -. Ogni strumento musicale comporta gesti motori specifici e carichi ripetitivi che, se non gestiti correttamente, portano a sindromi dolorose da overuse e misuse con il rischio di impotenza funzionale. L’ambulatorio nasce proprio per offrire una risposta mirata, attraverso un’analisi precisa del gesto tecnico e un intervento riabilitativo personalizzato».

Il percorso ha rappresentato un’opportunità concreta per gli studenti di acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e prevenire disturbi spesso sottovalutati nella pratica musicale. Ha permesso di sperimentare strumenti pratici immediatamente applicabili allo studio e alla performance, favorendo un approccio più sano, sostenibile e professionale alla crescita artistica.
«Il percorso formativo è stato molto utile e ben strutturato – ha dichiarato Andrea Cincera, studente partecipante al progetto -. Ho apprezzato in particolare la parte di analisi diretta sugli studenti, che ho trovato concreta e di grande valore. Sarebbe interessante dedicare ancora più spazio ai problemi e/o disturbi più frequenti e alle modalità per riconoscerli e prevenirli. Proprio perché la fase di analisi è risultata così efficace, potrebbe essere utile dedicare maggior spazio a questo tema all’interno dell’intero percorso».

L’iniziativa rappresenta un passo significativo nella capacità di intercettare bisogni emergenti e ancora poco presidiati, offrendo risposte mirate a una comunità – quella dei musicisti e degli artisti – spesso priva di percorsi clinici dedicati. In questo senso, l’ambulatorio non è solo un nuovo servizio, ma anche un presidio culturale che promuove una diversa visione della salute nella pratica artistica.
Un nuovo punto di riferimento, dunque, capace non solo di accompagnare i professionisti e gli studenti nella gestione delle problematiche fisiche e psicofisiche, ma anche di diffondere una cultura della cura che riconosce il corpo come parte integrante e imprescindibile della performance artistica.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
Ufficio Stampa:
ufficiostampa@dongnocchi.it