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Un’ospite d’eccezione al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” Fondazione Don Gnocchi di Milano: la struttura è stata infatti visitata nella giornata del 24 settembre da Pierfrancesco Majorino, consigliere della Regione Lombardia, che ha voluto incontrare nuovamente una delle realtà più significative della rete sociosanitaria non profit in Lombardia: una struttura, quella dell’IRCCS, da lui ben conosciuta in passato - come è stato sottolineato -, visto che Majorino ha ricoperto dal 2011 al 2019 il ruolo di assessore alle politiche sociali del Comune di Milano.

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) della Fondazione rappresenta una realtà di rilievo nel contesto lombardo e nazionale e al suo interno convivono una pluralità di servizi alla persona che rispondono a un ventaglio di esigenze molto diverse, tra cui molte eccellenze: sanitarie, riabilitative, educative, formative, di ricerca e assistenziali...
Il consigliere Majorino è stato accolto da Francesco Converti e Lorenzo Brambilla (rispettivamente direttore generale e sanitario della Fondazione Don Gnocchi), Antonio Troisi (direttore Area Nord Fondazione Don Gnocchi), Andrea Labruto (direttore sanitario dell’IRCCS) e Jorge Navarro Solano (direttore dell’Unità per la Cura e Riabilitazione delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite-GCA).
Dopo il saluto introduttivo di Antonio Troisi, il direttore generale Francesco Converti ha ringraziato il consigliere Majorino elencando anche i principali numeri che caratterizzano l’attività della Fondazione Don Gnocchi a livello nazionale e soffermandosi in particolare sulle difficoltà che si riscontrano nel coniugare la vicinanza alle fragilità, l’innovazione e l’eccellenza, con il difficile aspetto delle risorse economico-organizzative: «Per un verso - ha detto il direttore - abbiamo la responsabilità morale di essere vicini alla fragilità e di farcene carico, ma avendo qui con noi un rappresentante delle istituzioni devo anche evidenziare che le risorse a disposizione di questo settore sono purtroppo sempre più scarse e non riescono a far fronte a quelli che sono i bisogni effettivi, non solo con riferimento alla Lombardia, ma all’intero territorio nazionale. La cronicità rappresenta la piaga del terzo millennio e una realtà come la nostra, impegnata in ben nove regioni italiane, sta facendo ogni sforzo per gestire con efficienza le risorse, attraverso modelli innovativi, con una presenza importante nei territori, grazie a un’architettura che segue tutto il percorso riabilitativo dei pazienti nelle sue varie forme. Basti ricordare, ad esempio, che siamo i primi in Italia nella teleriabilitazione e nella telemedicina, grazie agli strumenti d’avanguardia che sono stati messi in campo e siamo il primo player di assistenza domiciliare in Italia, con una presenza di assoluto rilievo proprio nell’area metropolitana milanese. In questo quadro, ciò che si decide di spendere in sanità e relativi servizi e strutture, non è un costo, ma un investimento per la comunità e per il suo futuro».


Pierfrancesco Majorino si è detto d’accordo, allargando il discorso all’integrazione fra sanità e sociale: «In occasione dell’emergenza Covid, il sistema della medicina territoriale si è mostrato molto fragile ed è emersa sempre più forte quella che era già un’esigenza presente: la necessità di sviluppare sempre più un sistema integrato in tutte le sue articolazioni, sociali e sanitarie. Per anni ci è stato detto che la spesa sanitaria, e in misura ancora maggiore quella sociale, rappresentavano anzitutto un costo, quando invece erano e sono un’ineluttabile necessità: oggi l’auspicato incremento della spesa in questi settori non è una retorica, ma una necessità per rispondere a una pluralità di bisogni a cui altrimenti non potremmo farcela a rispondere. Ovviamente all'incremento della spesa deve poi corrispondere una risposta efficace ai bisogni di salute, sviluppando il massimo possibile sul fronte dell’innovazione e dell’integrazione nell'ambito di un sistema di soggetti impegnati concretamente sul campo, il massimo di relazione quindi con la dimensione territoriale e mi viene da dire anche sul piano dell'integrazione con l’ambito sociale. Quindi una grande attenzione a tutto il percorso che possa garantire continuità assistenziale all'atto delle dimissioni dei pazienti: un problema enorme, che si presenta certamente nei casi che voi come Fondazione sapete trattare in maniera eccellente, ma che si presenta a volte anche rispetto a situazioni molto meno complesse sul piano delle condizioni, della vulnerabilità della persona. Spesso purtroppo non si sa dove collocare le persone, le famiglie non sanno cosa accadrà una volta finito un percorso di cura e presa in carico. Questo è un punto cruciale, che va affrontato con grande determinazione e serietà».


Il consigliere Majorino si è poi soffermato sul significato di servizio pubblico: «Bisognerebbe fare un grande lavoro di lobby da parte di tutti coloro che hanno a cuore, da una parte o dall’altra, questo tipo di impostazione, perché tra l’altro noi come parte politica poniamo spesso il tema del pubblico. Ebbene: la garanzia di un interesse pubblico non riguarda tanto la natura pubblica, la natura giuridica o la proprietà del soggetto che opera in ambito socio-sanitario. Il tema vero è cosa diventa “pubblico” in termini di pubblica utilità, in un'epoca in cui la gente ha un sacco di paura perché si accorge che altrimenti nessuno può accompagnare le persone. Permettetemi allora di ringraziarvi davvero per quello che fate come Fondazione, proprio in questo fondamentale ambito di cure al servizio della persona».
Pierfrancesco Majorino ha poi visitato in particolare l’Unità per la Cura e Riabilitazione delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite (GCA), guidato dal direttore, Jorge Navarro Solano, alla presenza degli operatori e di una rappresentanza dei Lions milanesi: durante la visita al reparto e grazie alle puntuali spiegazioni del dottor Navarro e della sua équipe è emersa ancora una volta la testimonianza concreta dell’eccellenza clinica e assistenziale dedicata ai pazienti più complessi.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
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