Un momento per tornare alle radici di un carisma ancora... (Leggi tutto)
La cura è molto più di una prestazione sanitaria: è attenzione alla persona, riconoscimento della sua dignità, accompagnamento nelle fragilità e ricerca di nuove possibilità di vita. È questo il filo conduttore di "Oltre la cura. La Fondazione Don Carlo Gnocchi: assistenza e riabilitazione, ricerca scientifica e innovazione" (Edizioni Ares, pp. 176, euro 15), il libro-intervista in cui don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi, dialoga con il giornalista Francesco Anfossi (nella foto sotto) per raccontare una delle realtà più significative del panorama sociosanitario italiano.

Il volume, in libreria a partire dal 19 ottobre 2026, è stato brevemente presentato in anteprima lo scorso 14 ottobre a Milano, in occasione del convegno "Il beato don Carlo Gnocchi per il mondo di oggi: segno e profezia", promosso dalla Fondazione Don Gnocchi nell’ambito delle iniziative dedicate al settantesimo anniversario della morte del beato don Carlo Gnocchi, nato a San Colombano al Lambro nel 1902 e scomparso a Milano il 28 febbraio 1956.
Don Carlo Gnocchi continua a vivere nella Fondazione che porta il suo nome: non come un monumento al passato, ma come una presenza capace di orientare il futuro. È la convinzione che attraversa le pagine del libro, nel quale don Vincenzo Barbante racconta l’esperienza di una comunità composta da medici, ricercatori, terapisti e operatori impegnati ogni giorno a coniugare assistenza, riabilitazione, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Dalle situazioni cliniche più complesse alle nuove frontiere della ricerca, il racconto restituisce il volto di una Fondazione che affronta le sfide della sanità contemporanea senza perdere di vista la propria ispirazione originaria: mettere al centro la persona, accompagnandola insieme ai suoi familiari e cercando risposte concrete alle fragilità del nostro tempo.
Il titolo "Oltre la cura" esprime proprio questa prospettiva: la riabilitazione non si esaurisce nel recupero delle funzioni compromesse, ma punta a restituire autonomia, dignità e possibilità di partecipazione alla vita. La competenza scientifica e l’impiego delle nuove tecnologie sono parte essenziale di questo percorso, che trova il proprio significato più profondo nell’incontro con la persona e nella sua irriducibile unicità. A fare da guida è la figura di don Carlo Gnocchi, sacerdote ambrosiano, cappellano degli alpini durante la seconda guerra mondiale, uomo di fede e di azione, che seppe trasformare l’esperienza della sofferenza in una missione di accoglienza e riscatto. Una visione sintetizzata in una frase che accompagna il volume e ne illumina il messaggio: «Condividere la sofferenza è il primo passo terapeutico».

Il legame tra il libro e quanto è emerso nel convegno del 14 ottobre è profondo. L’incontro ha voluto infatti rileggere il pensiero e l’opera del beato don Carlo Gnocchi alla luce delle domande del presente, mettendo in evidenza l’attualità di intuizioni che hanno anticipato temi oggi centrali nella sanità e nell’assistenza. Tra queste, la “Restaurazione della persona umana”, cardine della visione di don Gnocchi: una riabilitazione integrale che va oltre la semplice cura medica e il recupero fisico, per ridare dignità e vita alla persona, valorizzarne le capacità spirituali e favorirne l’inserimento sociale. È una prospettiva che trova una concreta continuità nell’attività della Fondazione e che il libro racconta attraverso la testimonianza del suo presidente. Non si tratta soltanto di custodire un’eredità, ma di tradurla in risposte adeguate ai bisogni di oggi, mantenendo unite competenza professionale, responsabilità sociale e ispirazione cristiana. «Ogni esistenza umana porta in sé una parola di Dio che chiede di essere accolta, di essere ascoltata», scrive don Vincenzo Barbante. Una frase che restituisce il fondamento umano e spirituale di un impegno nel quale la cura si apre all’ascolto, alla relazione e alla valorizzazione di ogni persona.
"Oltre la cura" si colloca dunque nel cuore di un percorso di memoria e attualizzazione: il libro offre uno sguardo dall’interno sulla Fondazione di oggi, mentre il recente convegno ha invitato a riscoprire le radici e la forza profetica dell’intuizione di don Carlo. Due prospettive complementari, unite dalla convinzione che prendersi cura significhi non soltanto curare una malattia, ma riconoscere e sostenere la persona nella sua interezza.
Don Vincenzo Barbante, sacerdote della Diocesi ambrosiana dal 1989, ha maturato una significativa esperienza pastorale e amministrativa, dirigendo in precedenza la Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus di Cesano Boscone. Dal dicembre 2016 è presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi, punto di riferimento nel panorama sociosanitario italiano.
Francesco Anfossi, giornalista e caporedattore di Famiglia Cristiana, collabora con numerose testate. Tra i suoi libri d’inchiesta figurano E lo guardò negli occhi, prima biografia di don Giuseppe Puglisi, Il Vangelo secondo gli italiani e, per Edizioni Ares, IOR, dedicato alla banca vaticana.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
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