In modalità on line l'incontro di chiusura dei progetti. ... (Leggi tutto)
Si è concluso recentemente con successo il progetto musicale “Tra le onde”, realizzato dall’associazione “Il Setticlavio” a favore dei Centri milanesi della Fondazione Don Gnocchi, con il patrocinio oneroso della Fondazione Cariplo.

Il progetto, della durata di un anno, si è posto la finalità di portare la musica nei luoghi di cura, con stimoli, incontri, dialogo e condivisione, allo scopo di preservare e promuovere la qualità della vita degli ospiti, dei familiari e degli operatori che lavorano nelle strutture coinvolte: Emil Sjoberg, Matteo Gandini, Vanessa Grieco, Martina Frisenna, giovani artisti della Scuola Civica e del Conservatorio di Milano, hanno via via proposto con passione, competenza e professionalità un percorso di stimoli differenziati nei confronti di persone anziane con demenza o affette da Alzheimer, attraverso la partecipazione ad attività musicali e musicoterapiche, lezioni concerto e interventi specifici di vibroacustica.
Le strutture coinvolte sono state i Centri “Girola-Don Gnocchi”, “Palazzolo-Don Gnocchi” e “S. Maria Nascente” di Milano, con il coinvolgimento anche dell’Hospice per malati terminali.

«Si è trattato di attività che hanno rappresentato una sfida significativa sotto diversi profili - sottolinea Luca Maggioni, direttore operativo del progetto -. Riteniamo che abbiano avuto un ruolo determinante nel potenziamento della qualità del servizio offerto e nel portare benefici, con risultati clinici e psicologici sui pazienti stessi, in particolar modo a favore di persone fragili e scarsamente autonome».
«Attraverso interventi musicali, di musicoterapia e vibroacustica - aggiunge il giovane musicista Emil Sjoberg - si è lavorato per ridurre i fenomeni di isolamento sociale, stimolare cognitivamente, far partecipare attivamente gli ospiti e migliorare il loro benessere». «L’argomento, indagato dalla letteratura medica - gli fa eco Matteo Gandini -, ha fornito numerosi studi scientifici con significativi risultati che dimostrano come il legame tra arti e assistenza abbia portato effetti positivi in ambito clinico, comportamentale, sociale, con una riduzione dei livelli di stress e ansia, un maggior controllo dei segnali vitali, una riduzione delle variabili psicologiche e fisiologiche legate al dolore e una significativa diminuzione dell'uso di farmaci».
Attraverso interventi individuali, con l’ausilio anche di tecniche di musicoterapia e vibroacustica, anche il percorso musicale nell’Hospice è stato di sostegno, portando tra l’altro a un coinvolgimento degli operatori: «Lavorare nell’Hospice non è stato semplice - dice in proposito Martina Frisenna -. Quando entri in contatto con i pazienti e i loro familiari, capisci che non sei solo una figura di supporto: sei una presenza responsabile, che accompagna anime. Sembra paradossale, perché l’Hospice è spesso associato solo alla fine, ma in realtà si respira vita».

Da sottolineare che “Il Setticlavio” ha promosso anche eventi esterni con concerti pubblici per raccogliere altri fondi e reinvestirli nel progetto, dando visibilità pubblica a questo progetto per la Fondazione Don Gnocchi: «La finalità dell’arte è accompagnare tutta la nostra vita - evidenzia Gianni Gandini, responsabile del servizio di Musica e Artiterapie della Fondazione Don Gnocchi (SM-Art), che ha seguito e accompagnato i giovani professionisti nelle arie attività -. Si tratta di un’esigenza profonda dell’essere, perché attraverso un processo di finzione tocca il vero, l’autenticità. E genera in noi pensiero, speranza, sogni, e soprattutto bellezza, tenendo in vita il desiderio di partecipare, di condividere emozioni».
Il progetto adesso è giunto al termine, ma il percorso non si interrompe. L’Associazione “Il Setticlavio” e la Fondazione Don Gnocchi proseguiranno il lavoro insieme, mentre si attendono gli esiti delle nuove richieste di finanziamento già presentate e dei contatti avviati con altri potenziali sostenitori.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
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