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Venerdì 16 ottobre, dalle ore 9 alle 13, si terrà nella sala Cardini del Centro IRCCS “S. Maria Nascente” Fondazione Don Gnocchi di Milano (via Capecelatro, 66), un corso formativo dal titolo “Nuove prospettive e presa in carico delle demenze. Diagnosi, trattamenti e percorsi integrati”.

L’evento, con accreditamento ECM, è promosso dalla Fondazione Don Gnocchi e vede come responsabile scientifico la dottoressa Elisabetta Farina, neurologa, responsabile Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dell’IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano. Si rivolge a professionisti sanitari che si occupano di persone affette da demenza e prevede un massimo di 80 partecipanti, di cui 25 interni alla Fondazione Don Gnocchi.
Il corso si propone di rendere i discenti consapevoli delle nuove possibilità di diagnosi biologica della malattia di Alzheimer e delle altre demenze, integrando tali conoscenze in un percorso olistico di presa in carico della persona con declino cognitivo. Punta altresì a informare sulle nuove prospettive di cura farmacologica e non farmacologica a breve e a lungo termine, sottolineando l’importanza della rete integrata di presa in carico, al fine di sostenere le persone con demenza e i loro familiari lungo il percorso di malattia.
Negli ultimi anni la diagnosi delle demenze ha compiuto importanti progressi grazie a nuovi strumenti in grado di identificare i meccanismi biologici delle diverse patologie. Per la malattia di Alzheimer, oltre al dosaggio dei biomarcatori nel liquor e alla PET amiloide, si sta affermando il test ematico della p-Tau 217, destinato a semplificare e migliorare i percorsi diagnostici. Parallelamente, l’approvazione da parte dell’EMA dei primi farmaci in grado di modificare il decorso della malattia, lecanemab e donanemab, sta cambiando l’approccio alla presa in carico dei pazienti nelle fasi iniziali. Anche nelle demenze frontotemporali nuove evidenze hanno evidenziato il ruolo di diversi fattori genetici. Nonostante i progressi biologici e farmacologici, resta fondamentale il contributo dei trattamenti non farmacologici, oggi potenziati dalle nuove tecnologie che consentono interventi più continuativi. È inoltre essenziale che i Centri Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) operino all’interno di una rete integrata di servizi per supportare pazienti e famiglie in tutte le fasi della malattia, mantenendo una visione multidisciplinare che consideri anche la frequente associazione tra disturbi cognitivi e motori.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
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