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Si svolgerà nella serata di sabato 14 novembre, alle ore 20.45, al Santuario del beato don Carlo Gnocchi di Milano (via Capecelatro, 70) il concerto del Coro dell’Associazione alpini di Milano dedicato al beato don Carlo Gnocchi nel settantesimo anniversario della morte del “papà dei mutilatini”, del cappellano militare alpino, del “prete che cercò Dio tra gli uomini”.

L’iniziativa, a ingresso libero e dal titolo “Armonie di speranza. L’umanità non ha bisogno d’altro che di concordia e di pace”, è promossa dalla Fondazione Don Gnocchi, dallo stesso Coro Ana e dall’Associazione nazionale alpini, sezione di Milano.
Don Carlo Gnocchi (1902-1956), uomo di fede, di carità e d'azione: così lo ricordano i suoi alpini che con lui hanno sofferto la tragedia della campagna di Russia; così lo ricordano i suoi mutilatini; così lo ricordano quanti hanno avuto motivo di speranza e di fiducia per la propria vita segnata dal dolore. Don Gnocchi aveva a cuore i suoi assistiti più di ogni altra cosa di questo mondo, tanto da ricordarli negli ultimi momenti della sua vita con la celebre frase sussurrata in punto di morte “Amis, ve raccomandi la mia baracca...”.
I canti che verranno proposti dal Coro Ana di Milano durante la serata, di grande impatto emotivo, vogliono celebrare la perfetta sintonia e lo straordinario connubio tra gli alpini e il loro cappellano, che hanno conosciuto il proprio apice sui campi di battaglia della Grecia e della Russia.
Il Coro ANA di Milano è una delle più longeve formazioni maschili a voci pari d’Italia. Nato nel 1949 sotto l’egida dell’Associazione nazionale alpini, ha costruito nel tempo un percorso artistico di grande rilievo, con concerti in Italia e all’estero e presenze in sedi prestigiose come la Scala di Milano, Montecitorio, il Teatro degli Arcimboldi e il Duomo di Milano. Nel 1971, con il nome di Coro Alpino Milanese, partecipò al Festival di Sanremo con Sotto le lenzuola, accanto ad Adriano Celentano. Ha ricevuto la Medaglia d’Oro di Benemerenza Civica del Comune di Milano nel 1973 e l’Ambrogino d’Oro al Maestro Massimo Marchesotti nel 2005. La sua storia discografica conta oltre 40 pubblicazioni. Dal 2019 è diretto da Ivan Fozzer.
Fondazione Don Gnocchi – Milano
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