Logo Don Gnocchi e numero Verde

Dona ora

Una donazione può cambiare una vita
17 / ago / 2017

La persona non è una goccia d’acqua senza consistenza che si possa dissolvere nell’oceano. #pilloledongnocchi

Ecco i robot per la riabilitazione: al via il joint lab Don Gnocchi-IIT

 

La Fondazione Don Gnocchi e l’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia hanno costituito un joint-lab all’IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la riabilitazione. L’alleanza strategica fra le due realtà è stata presentata l’11 luglio 2017 nel corso di un evento organizzato al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi, a cui è intervenuto Giovanni Leonardi, direttore generale Ricerca e Innovazione in sanità del ministero della Salute.

L’aumento di pazienti anziani e con più patologie croniche richiede oggi nuovi processi di innovazione in sanità. Per tale ragione la Fondazione Don Gnocchi e l’Istituto Italiano di Tecnologia hanno voluto stringere un’alleanza, con l’obiettivo di trasformare sapere scientifico e innovazione tecnologica in soluzioni efficaci per la riabilitazione e per il miglioramento della qualità di vita delle persone più fragili. L’obiettivo è unire gli sforzi di due istituzioni, leader nel proprio campo, per sviluppare insieme soluzioni che, associando clinica e tecnologia, abilitino percorsi di vera continuità assistenziale e assicurino una medicina sempre più “su misura” del paziente complesso e cronico e della sua famiglia. Tale collaborazione permetterà di gestire su larga scala applicazioni innovative sviluppate nel campo della riabilitazione e dell’assistenza.

FDG-IIT Foto 1

Tra i progetti in programma e che verranno sviluppati al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano ha uno speciale rilievo l’applicazione in ambito sanitario del robot R1 dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Il robot - sviluppato come “piattaforma robotica generica”, dotata di meccanica sofisticata, sensoristica e intelligenza artificiale - potrà essere ora “educato” a svolgere compiti in diversi ambiti. R1 è destinato a diventare un dispositivo tra i meno costosi e più versatili nel panorama internazionale, per poter entrare nelle case come robot assistivo-riabilitativo economicamente sostenibile e nelle palestre di riabilitazione come robot riabilitativo, per integrare i trattamenti più tradizionali.

Oltre al lavoro comune ed estremamente innovativo sull’utilizzo di R1 in riabilitazione e assistenza, il laboratorio congiunto vedrà attività di co-sviluppo, ottimizzazione e test clinici anche di altri dispositivi. Tra questi, la MeCFES, una stimolazione neuromuscolare ideata dalla Fondazione Don Gnocchi e brevettata a livello mondiale, che migliora la riabilitazione di pazienti con esiti di ictus e rende più autonomi nelle attività quotidiane pazienti con lesioni spinali, raccogliendo, amplificando e riutilizzando in tempo reale l’impulso residuo e troppo debole inviato dal cervello ai muscoli.

E ancora, sensori avanzati, non invasivi e collegati tra loro nella logica dell’IoT (Internet of Things), per creare attorno al paziente - in ospedale o a casa - una rete di informazioni preziose per il rilevamento del suo stato o per il monitoraggio della risposta ai trattamenti terapeutici, 24 ore su 24. In particolare, i primi passi riguarderanno il progetto “CareLab”, un laboratorio high-tech ideato dalla Fondazione Don Gnocchi per la riabilitazione neuropsichiatrica di piccoli pazienti, ora operativo al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano e destinato ad essere trasferito anche a domicilio. E inoltre, robotica riabilitativa indossabile e fissa (come la piattaforma Hunova, ideata dall’IIT e già trasferita per la commercializzazione alla spin-off dell’IIT “Movendo”).

«La diffusione dei robot ci obbliga a riflettere - ha detto Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia -. Nel 2060 in Europa un terzo dei cittadini avrà più di 65 anni, contro l’attuale 18 per cento. In questo scenario, i robot saranno una tecnologia indispensabile e l’accordo che andiamo ad avviare con la Fondazione Don Gnocchi rientra proprio nella strategia di sviluppare tecnologie avanzate a sostegno dei percorsi riabilitativi».

«Un elemento vincente nell’avvio di questa collaborazione – ha aggiunto Marco Campari, consigliere delegato della Fondazione Don Gnocchi – è la compresenza in Fondazione della componente clinica e di quella bioingegneristica: l’una ha chiari i bisogni del paziente, l’altra agisce da prezioso interfaccia con i ricercatori altamente specializzati dell’Istituto Italiano di Tecnologia, parlando con loro il medesimo linguaggio e facendosi interprete delle esigenze mediche. L’accordo odierno è il substrato su cui si innesteranno progetti specifici di sviluppo e traslazione in clinica di tecnologie specifiche. Il tutto per raggiungere il risultato più importante di questa sinergia tra due giganti diversi, che operano con un obiettivo comune: il miglioramento della qualità di vita dei pazienti».

Nel corso dell’evento di presentazione sono inoltre intervenuti, per la Fondazione Don Gnocchi, il presidente don Vincenzo Barbante e il direttore scientifico Paolo Mocarelli.

FDG-IIT Foto 3

«Oggi la tecnologia permette di aumentare la vicinanza al paziente e potenziare le capacità dell’operatore clinico, mettendo realmente al centro del percorso di cura il paziente e la sua famiglia, migliorando e semplificando le sue attività quotidiane e i risultati riabilitativi. La tecnologia - ha sottolineato Furio Gramatica, responsabile dell’Health Technology Assessment della Fondazione Don Gnocchi - vuole essere l’estensione potente della volontà del paziente e della capacità del terapista. Inoltre, il miglioramento e il risultato del percorso e del singolo trattamento è misurato oggettivamente dalle “macchine” e questo è possibile poiché le tecnologie abilitanti, come ad esempio robot riabilitativi e sensori indossabili, rilevano i parametri clinici e le performance del paziente, contribuendo a creare una banca dati riabilitativa senza precedenti, dal forte valore predittivo, per curare prima e meglio».

Da quasi 70 anni la Fondazione Don Gnocchi risponde ai bisogni dei propri pazienti (10 mila persone al giorno si rivolgono ai servizi dei 28 Centri e altrettanti ambulatori oggi attivi nel Paese), coniugando ricerca scientifica e innovazione tecnologica con i valori di solidarietà e prossimità.  Realtà leader nella medicina riabilitativa, la “Don Gnocchi” negli ultimi anni ha introdotto nella pratica clinica innovative soluzioni tecnologiche a supporto dei terapisti: tra queste, la riabilitazione robotica per adulti, un laboratorio hi-tech di realtà virtuale per pazienti in età evolutiva (CareLAB), fino a una vera e propria piattaforma di teleriabilitazione domiciliare.

 

Leggi la scheda sul progetto MecFES

 

Leggi la scheda sugli scenari del progetto R1

 

Leggi la scheda sul progetto SmartSensing4Rehab

 

FDG-IIT Foto 2
Barra Ultime news
Burundi: la ONG Don Gnocchi ricerca un fisioterapista

L'obiettivo è di gestire il servizio di riabilitazione presso l’Ospedale di Ngozi e di formazione del personale locale.

L'addio al cardinale Tettamanzi, celebrò don Gnocchi "beato"

Commozione in Fondazione per la scomparsa dell'arcivescovo emerito. Il messaggio di cordoglio e il ricordo di un grande pastore.

Chiuso con successo il Centro estivo all'IRCCS di Milano

L'iniziativa ha visto a giugno e luglio la partecipazione di trenta bambini fra i 4 e i 13 anni, figli di dipendenti del Centro "S. Maria Nascente".

Ecco i robot per la riabilitazione: al via il joint lab Don Gnocchi-IIT

Presentato a Milano l'accordo strategico tra Fondazione e Istituto Italiano di Tecnologia: una sfida che guarda al futuro.

Delpini arcivescovo di Milano, festoso saluto della Fondazione

Attuale vicario generale della diocesi, è stato chiamato dal Papa a sostituire il cardinale Scola. Le sue parole su don Gnocchi.

SIVA, le news dal portale

La newsletter di luglio con le principali novità dal sito della Fondazione dedicato alle tecnologie per la disabilità e l'autonomia.