DALLE TESTIMONIANZE TRATTE DAL LIBRO: GRAZIE PAPA' DON CARLO ...
28 Febbraio 2012
MI APPOGGIO' UNA MANO SULLA SPALLA
La mia Permanenza nel collegio di Torino inizia nel febbraio del 1953 e termina nel novembre 1956.
La formazione ricevuta, seppur di breve durata, è stata determinante per la mia vita, e in questi quarant'anni ho tentato di dare il meglio di me stesso per onorare quanto mi era stato donato.
Oggi sono un pensionato a cui è stato conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica e stella al merito dei Maestri del Lavoro
Segnalo questo dato non per vanto, ma per ringraziare quegli educatori, in primis Don Carlo, che ci insegnarono come diventare ad essere dignitosi cittadini.
Era il febbraio 1953 e,dopo un lungo e disagiato viaggio dal profondo Sud, in un nebbioso e freddo mattino arrivai,accompagnato da mio padre, a Torino per essere accolto nel colleggio di S.Maria ai Colli.
Il mio abbigliamento non era certamente adeguato a quel clima che mi faceva sentire infreddolito, triste e melanconico.
Dalla stazione ferroviaria, per raggiungere il collegio di Don Carlo, percorremo l'ultimo tratto a piedi e ricordo molto bene di aver rivolto a mio padre queste parole, prima di varcare il cancello. "Riportami a casa"
Ma l'amorevole accoglienza dl Direttore Fr. Armando le sue pacate ma sentite parole mi convinsero a rimanere. Quel soggiorno cambio' radicalmente la mia vita !
Successivamente ebbi la fortuna e la gioa di sentire sulla mia spalla la santa mano di Don Carlo.
Ricordo nitidamente che eravamo tutti nel refettorio, un locale immenso a forma circolare, quando il direttore annunzio' la presenza tra noi del Fondatore della Pro Juventute. Scattammo tutti in piedi e lo accogliemmo con un lungo applauso.
Lui, passando, rivolgeva a ciascuno un sorriso e una parola di conforto e quando arrivo' accanto a me mi appoggio' la mano sulla spalla e mi disse: "Non far raffreddare la minestra e mangiala tutta "
Quella mano esile e forte e quel sorriso di uomo buono lasciarono in me un'impronta perenne.
Il giorno in cui Don carlo morì (28 febbraio 1956), un giorno triste per tutti noi, ci accompagnarono in chiesa e ci diedero la triste notizia con queste semplici parole: " Don Carlo e' morto ".
Pregammo e piangemmo per la perdita del notro secondo Padre
Anch'io partecipai alla sue essequie il primo Marzo. Avevo nel cuore un'immensa tristezza ma, quando mi trovai vicino a quella bara che conteneva la salma, il mio pensiero torno' a quel giorno, in refettorio e, allora, appoggiai la mia mano su quel legno che lo conteneva e gli dissi:
"Grazie di cuore per tutto quello che hai fatto per Noi! "
Nella mia vita e' stato e rimane il punto di riferimento, soprattutto nei momenti difficili.
Stefano De Sanctis-Termoli(CB)