Milano 28 Settembre 2011
AMICI, MI SEMBRATE DEI BUROCRATI. FIRMATO DON GNOCCHI
Interessante la riflessione che fa Don Carlo in una lettera scritta nel 1951 ad una sua piu’ stretta collaboratrice Mariuccia Meda, quando si accorge che i suoi collaboratori , sono distratti, poco interessati alla mission” dell’Opera che sta ingrandendosi velocemente.
Don Carlo scrive:
“La ragione vera ed intima della mia tristezza, quella che da tempo forse influisce sul mio carattere e sul mio lavoro, è questa, anche se non facile a dirsi: Quella di non sentirmi più circondato dalla poesia della carità e dall'ideale del fare il bene per il bene, in quelli che ora sono diventati i miei collaboratori.
Ho degli "impiegati" intorno a me; distaccati dal lavoro cui attendono; che non hanno l'angoscia di economizzare il tempo, il gusto del sacrificio, che "calcolano" la loro prestazione, che fanno sentire quanto danno più del dovuto, che non si interessano, per goderne o soffrirne, delle sorti buone o tristi dell'istituzione, che non hanno progetti, disegni, critiche da fare ma si accontentano di eseguire; e insomma non lavorano con me e come me, ma accanto a me.
Nessuno badava al tempo, al sacrificio, faceva distinzione di compiti o di doveri, e ciascuno faceva, a turno ed opportunità, il dattilografo, l'archivista, il fattorino, il facchino, l'autista, la personalità, il meccanico, il portalettere, il correttore di bozze, l'autore ecc. ecc.
Questa era la poesia che ora, come tu sai, è morta, per dar luogo alle burocrazia. In minuscolo, se vuoi, ma sempre burocrazia. Che non vuol dire carte e pratiche (ce n'era tanta anche allora di carta) ma disinteresse e distacco da quello che si tratta.”
E’ vero … Oggi come allora, c’e il grosso rischio di vivere il proprio ruolo lavorativo, soprattutto in una grossa organizzazione come e’ adesso la Fondazione Don Gnocchi , in modo distaccato e disinteressato, concentrandosi sul proprio “orticello”, prendendo decisioni , eseguendo mansioni o distorcendo comportamenti a favore di logiche individuali magari lontane dal contesto originario.
Occorre vigilare e correggere, ognuno nel suo ruolo, ma soprattutto lo devono fare, con maggior solerzia, le persone che ricoprono cariche importanti all’interno dell’organizzazione, loro devono prevenire ed evitare di creare “paludi burocratiche” come Don Carlo saggiamente intendeva ed evidenziava.
A.S.
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