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...NORMALE
La recente occasione dell’Anno europeo delle
persone con disabilità ha ribadito l’importanza della tutela e della promozione
di ogni vita - e di tutta la vita - nei differenti modi che la convivenza civile
e il diritto a un’esistenza quanto più “normale” possibile richiedono: dalla
ricerca biomedica per la prevenzione, alla
diagnosi-cura-riabilitazione-integrazione sociale e presa in carico di quelle
forme che esigono maggior impegno, dove il curare non può garantire il guarire.
Se la sofferenza è il giusto prezzo per ogni brandello di gioia, lenire il
dolore e dare spazio al cuore costituiscono gli ingredienti della civiltà
dell’amore.
«Nell'esercizio dell'assistenza
sociale, la perfezione si trova soltanto nel connubio tra la giustizia e la
carità, tra lo Stato e l'individuo, perché l'attività assistenziale, in quanto
riguarda prevalentemente l'ora del bisogno, della prova e del dolore umano, è
forse una di quelle che più da vicino attingono il sacrario misterioso della
persona umana, dinanzi al quale lo Stato, e tanto più quello democratico, deve
riverentemente arrendersi ed agire»
«Il primo dovere della società verso i giovani minorati è quello della
reintegrazione delle capacità fisiche, se possibile, e nella misura in cui essa
è possibile.
Per essi l'unica medicina e la più sicura salvezza sta nel lavoro, nella cultura
e nella professione, nel dar loro uno scopo ed un mezzo di vita e nel farne
elementi normali della società»
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