| ...DI UNA VITA...
È proprio passione per la vita quella che innerva le
immagini di questa mostra, capace di rivelarsi momento di crescita per le
coscienze e occasione di riflessione di una comunità che si fa accogliente
e misura il passo del proprio pellegrinare nella vita con il ritmo di
marcia degli ultimi, siano essi bimbi disabili o anziani non
autosufficienti.
Insomma, l’ennesima occasione provvidenziale nel lungo cammino di
avvicinamento al pianeta della fragilità.
Per ribadire che il disabile o l’anziano non sono solo provocazione agli
stili di vita diffusi nella società di oggi, ma anche portatori di doni
preziosi, da spalmare nel cuore della convivenza umana.
«Bisogna rifare l'uomo e, per
farlo, bisogna restituirgli anche la dignità, la dolcezza e la varietà del
vivere, voglio dire quel rispetto della personalità individuale e quella
possibilità di esplicare completamente il potenziale della propria
ricchezza personale»
«Io vorrei recuperare e intensificare, attraverso la riabilitazione, la
vita che non c'è ma che ci potrebbe essere.
Vorrei che i nostri Centri di accoglienza, da una parte fossero laboratori
di ricerca e di applicazione scientifica dei metodi più validi per
recuperare ed elevare la vita; da un'altra parte vorrei che diventassero
scuole protese ad alimentare le potenzialità del mistero d'amore che c'è
nel piano di Dio»
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