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MOSTRA
FOTOGRAFICA ITINERANTE
NUMERI UNO: A DIFESA DI UNA
VITA NORMALE
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INDICE
“Numeri Uno. A difesa di una vita normale”. È questo il titolo
della mostra fotografica sui temi della fragilità e degli ausili
promossa dalla Fondazione Don Gnocchi e dal ministero del Welfare
a sostegno del Portale Siva, la ricca banca dati sulle tecnologie
per l’autonomia e l’integrazione sociale delle persone con
handicap, in rete agli indirizzi
www.portale.siva.it e
www.siva.it.
«L’amore non riesce su questa terra ad eliminare ogni handicap e
ogni sofferenza – si legge nel volantino di presentazione della
mostra fotografica -, ma questo non significa che diventi inutile
e inoperoso. Le cure mediche e gli interventi tecnici hanno un
limite; l’amore no. Quando la scienza tace e la tecnologia
balbetta, l’amore continua la sua opera di promozione dell’uomo: è
il tempo della condivisione, del coraggio e della speranza. Le
attenzioni riservate alle persone più fragili segnano il grado di
civiltà di una società: sono loro i veri “numeri uno”». Inaugurata
a Milano dal ministro Roberto Maroni, la mostra è ora itinerante
in altri Centri della Fondazione Don Gnocchi attivi in Italia. |
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IL
FOTOGRAFO
Giorgio Lotti
Autore delle immagini, scattate nei mesi scorsi al Centro “S.
Maria Nascente” e all’Istituto Palazzolo di Milano e al Centro “S.
Maria alla Rotonda” di Inverigo (CO), è Giorgio Lotti, uno dei più conosciuti e
apprezzati fotoreporter italiani.
Nato a Milano nel 1937, Lotti incomincia a occuparsi di fotografia
negli anni Sessanta, collaborando con l’Europeo, l’Illustrazione
Italiana, Settimo Giorno e Paris Match. Nel ’64 entra nello staff
di Epoca e dopo la chiusura della gloriosa testata passa a
Panorama. Per un reportage fatto in Cina nel ’74 gli viene
assegnato The World Understanding Award dalla Columbia University.
Ha pubblicato parecchi libri di fotografie; le sue opere sono
esposte in molti musei americani, britannici, francesi, giapponesi
e cinesi. Giorgio Lotti, tra l’altro, è l’autore del ritratto
ufficiale di Zhou en Lai (Cina, 1973), foto stampata in 90 milioni
di esemplari.
IL MINISTRO
Maroni: «Favorire la piena integrazione»
In occasione dell’Anno europeo delle persone con disabilità il
ministero che ho l’onore di dirigere ha profuso uno straordinario
impegno per assicurare a tutte le persone con disabilità e alle
loro famiglie il raggiungimento degli obiettivi indicati dalle
istituzioni comunitarie: combattere cioè ogni forma di
discriminazione, realizzare concretamente la parità di diritti e
di opportunità e quindi favorire la piena integrazione delle
persone con disabilità in ogni ambito della vita.
Tra le molteplici iniziative assunte e realizzate con il privato
sociale, è stata lanciata una specifica azione per rafforzare
l’impegno finanziario che la Commissione europea si è assunta nel
corso dell’anno. Così, attraverso l’iniziativa “Adotta un
progetto”, interamente sostenuta dal ministero del Welfare, si è
voluta assicurare la realizzazione di alcuni progetti meritevoli.
È con particolare piacere che presento quindi il progetto della
Fondazione don Gnocchi, che ha come obiettivo prioritario quello
di sensibilizzare e promuovere la conoscenza, attraverso un
articolato piano di attività, delle straordinarie opportunità
offerte dalle tecnologie web al servizio delle persone disabili.
Il progetto intende ampliare le possibilità per le persone
disabili di intercettare le opportunità offerte dalla società
dell’informazione grazie anche al “Portale Internet sulle
tecnologie per la disabilità”, messo a punto dallo stesso
ministero e dalla Fondazione Don Gnocchi, nonché valorizzando
l’enorme bagaglio di esperienza maturato al SIVA (Servizio
Informazioni e Valutazione Ausili), a beneficio del più ampio
numero di cittadini disabili, di operatori impegnati nella loro
assistenza, riabilitazione e integrazione sociale, di strutture
del sistema sociale e sanitario e di ogni altro “attore” impegnato
nel settore.
La mostra fotografica che accompagna le azioni progettuali
rappresenta un ulteriore strumento di diffusione della conoscenza.
Tali immagini confermano le capacità e le potenzialità delle
persone con disabilità di realizzare una vita autonoma e giocata
alla pari, grazie alla rappresentazione di momenti di normale vita
quotidiana, accompagnata dall’utilizzo di particolari tecnologie o
ausili appropriati.
Sono certo che questo progetto aiuterà le persone disabili a
meglio integrarsi nella società del terzo millennio.
Roberto Maroni
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