OLTRE DUECENTO “AMIS” DELLA BARACCA RIUNITI ALLA TOMBA DEL FONDATORE
Una carrellata di immagini sulla vita e sul cammino percorso dalla Fondazione in questi ultimi anni - giocata sulla metafora del viaggio, con un suggestivo dosaggio di foto e musiche - ha aperto la plenaria di formazione manageriale, svoltasi all’IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano, il Centro pilota voluto e progettato da don Carlo, dove ancora oggi riposano le sue spoglie. E proprio accanto alla sua tomba, gli oltre duecento responsabili della Fondazione, provenienti dai 28 Centri italiani della “Don Gnocchi”, si sono ritrovati per un intenso momento di riflessione e commemorazione.
Molto sentita, in tale occasione, la testimonianza del direttore del Centro, Renzo
Anguissola: «Sono sempre stato convinto che per svolgere al meglio delle mie possibilità i compiti che mi venivano affidati, avrei dovuto restare coerente alle mie capacità professionali e quindi restare fondamentalmente un educatore, e credo che questo mi abbia, di fatto, permesso di reggere la situazione.
Don Carlo definiva la figura ideale del responsabile dei Centri così: “Un educatore, possibilmente anche ferrato scientificamente, un organizzatore geniale ed intraprendente, un uomo adatto anche per i contatti con l’esterno: un capo e un creatore”. È senz’altro una visione impegnativa del ruolo, difficilmente assumibile come misura personale, ma da mantenere come tensione ideale e come riferimento quotidiano per le nostre coerenze».
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