NOTA CEI. CHIESA DELLA SPERANZA PER OGNI PERSONA DEBOLE O SOFFERENTE

«In un’epoca che coltiva il mito dell’efficienza fisica e di una libertà svincolata da ogni limite, le molteplici espressioni della fragilità umana sono spesso nascoste, ma nient’affatto superate. Il loro riconoscimento, scevro da ostentazioni ipocrite, è il punto di partenza per una Chiesa consapevole di avere una parola di senso e di speranza per ogni persona che vive la debolezza delle diverse forme di sofferenza, della precarietà, del limite, della povertà relazionale». Sono parole della Nota pastorale dell’episcopato italiano “Rigenerati per una speranza viva. Testimoni del grande ‘sì’ di Dio all’uomo”, approvata nel corso dell’Assemblea Generale dei vescovi italiani, lo scorso maggio, a Roma. «Con questa note - spiega il presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco - riconsegniamo alle diocesi la ricchezza dell’esperienza del Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona. Ogni comunità ecclesiale, alla luce del cammino condiviso, rinnovi l’impegno a sostenere l’itinerario spirituale ed ecclesiale dei singoli battezzati, chiamati ad essere in questo tempo e in questo nostro amato Paese “testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”».

 

 

 

Clicca sulla stampante se vuoi stampare questo documento