PASTORALE SANITARIA, UNA SFIDA A TUTELA DELLE FRAGILITÀ

“La presenza ecclesiale nella fragilità. Prospettive per la pastorale dopo Verona”: questo il tema del 9° Convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani per la pastorale della sanità, svoltosi nel giugno scorso a Chianciano Terme. «I lavori del convegno si inseriscono nel contesto del cammino della Chiesa italiana, chiamata ad attuare le riflessioni maturate a Verona - ha sottolineato don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della sanità della Conferenza Episcopale Italiana –. L’obiettivo principale è quello di promuovere una maggiore integrazione della pastorale sanitaria nella progettualità pastorale delle nostre diocesi e parrocchie, anche sollecitando un approfondimento teologico e culturale sulla realtà della fragilità. Occorre inoltre favorire lo sviluppo di una più articolata e diffusa presenza del servizio della pastorale sanitaria nel territorio e nelle strutture di cura investendo nel coinvolgimento e nella formazione qualificata degli operatori». 
L’articolazione del convegno si è basata su tre momenti: l’analisi dei contributi e delle sfide emerse dal Convegno di Verona; l’approfondimento teologico-culturale sul significato della fragilità; le risposte pastorali esistenti e le linee di progettualità possibili di fronte alla fragilità. 
Numerosi esperti del settore hanno trattato nelle loro relazioni importanti aspetti legati al tema della fragilità, come la malattia terminale, la fragilità psichica, la fragilità sociale e dell’handicap grave. 
Il convegno nazionale si è aperto con la preghiera iniziale di monsignor Giuseppe Betori, Segretario generale della CEI, a cui è seguita la relazione di monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e delegato per la Sanità della Commissione episcopale Carità e Salute.

 

 

 

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