L’ENIGMA DEL DOLORE, LA RISPOSTA DEL MISTERO

La riflessione del cardinale Lozano Barragán a partire dall’eredità e dall’esempio di papa Wojtyla

del card. Javier Lozano Barragán *

Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato una grande eredità. Tra i tesori che abbiamo ricevuto, eccelle quello della dottrina sulla sofferenza e sul dolore. Lui ci ha insegnato il vero senso di questo enigma che tormenta da sempre lo spirito umano. Anzi, che è la vera prova nella quale si fa valida o no una religione. E lo ha fatto doppiamente: prima per iscritto, nella Lettera Apostolica “Salvifici Doloris”; poi con la sua stessa sofferenza, specialmente nella sua malattia terminale, e con la sua morte. Lui ha messo in pratica quello che tante volte aveva insegnato.

Nei suoi scritti Giovanni Paolo II dice che la sofferenza è qualcosa di più vasto della malattia, poiché esistono una sofferenza fisica e una sofferenza morale. Oltre alla sofferenza individuale, vi è poi una sofferenza collettiva, che è dovuta agli errori e alle trasgressioni degli uomini, specialmente alle guerre. Vi sono momenti in cui questa sofferenza collettiva si addensa. La sofferenza ha il suo soggetto in ciascun uomo. Tuttavia, non rimane racchiusa nell'individuo, ma genera solidarietà con le altre persone che soffrono; giacché il solo ad avere una coscienza speciale di questo è l'uomo e ogni uomo. La sofferenza implica così la solidarietà. È difficile precisare la causa della sofferenza, o del male che è unito alla sofferenza. L'uomo pone questo interrogativo a Dio e di frequente arriva alla negazione stessa di Dio, perché pensa di non trovarne la causa.

La sofferenza e il male

La sofferenza, dice il Papa, consiste nell'esperienza della privazione del bene. Tale privazione è il male. La causa della sofferenza è così un male; pertanto, sofferenza e male non si identificano. Riguardo al male, questo è privazione: genera dolore, tristezza, abbattimento, delusione e perfino disperazione, a seconda dell'intensità della sofferenza. Ma perché si è avuta questa privazione e chi l'ha causata?

Per rispondere, il Papa abbandona il terreno dell'enigma e passa a quello del mistero. Non cerca di farlo con l’oscurità nebulosa di un mito, ma entra nel pieno del nucleo della fede cristiana. Nella fede cristiana, il mistero non è oscurità, ma chiarezza abbagliante. Inoltre, il mistero cristiano non è solo qualcosa che si contempla, bensì che si sperimenta. Solo sperimentando il mistero ci si può addentrare nella sua comprensione. Solo vivendo il mistero della sofferenza cristiana si può comprendere ciò che significa la sofferenza e, come ha detto il Papa, trascenderla e superarla.

Cristo nella sua vita mortale ha soppresso il dolore con i miracoli, ha assunto su di sé l'umana sofferenza e consapevolmente l’ha patita sulla croce. L'unica risposta, pertanto, potrà venire solo dall'amore di Dio nella croce. La soluzione al problema della sofferenza la dà Dio Padre e consiste nell’offrire il proprio Figlio. Il male è il peccato e la sofferenza la morte. Con la croce vince il peccato, con la risurrezione la morte.

Il valore della solidarietà

La sofferenza genera amore verso colui che soffre. Questo si fa ora in modo organizzato e ufficiale, mediante le organizzazioni sanitarie e i loro professionisti, e anche attraverso i volontari. Si tratta di una vera vocazione, specialmente quando si unisce nella Chiesa con una professione cristiana. Importante in questo campo è l'aiuto che le famiglie prestano ai loro congiunti malati. Entrano nella categoria del Buon Samaritano anche coloro che lottano contro l'odio, la violenza, la crudeltà, contro ogni tipo di sofferenza del corpo e dell'anima. Ogni uomo deve sentirsi chiamato in prima persona a testimoniare il suo amore nella sofferenza e non deve lasciarlo solo alle istituzioni ufficiali. La parabola del Buon Samaritano converge con ciò che ha detto Cristo nel Giudizio Finale “Ero malato e mi avete visitato”: il senso della sofferenza è fare il bene con la sofferenza e fare il bene a chi soffre.

Giovanni Paolo II conclude dicendo che in Cristo si rivela il mistero dell'uomo e il mistero dell'uomo è in special modo il mistero della sofferenza. In Cristo si rivela l'enigma del dolore e della morte. Solo nell'amore si può trovare la risposta salvifica del dolore. Il dolore di Maria e dei Santi ci aiuti a trovare questa risposta. La sofferenza si trasformi in sorgente di forza per tutta l'umanità.

Ci troviamo nel nucleo del mistero cristiano. Nucleo che si rende accessibile solo sperimentandolo: se qualcuno rimane estraneo ad esso, non può provarne l'efficacia e trovarne la soluzione. La soluzione al mistero del male non si ha attraverso una esposizione teologica, ma attraverso un vissuto reale, unico modo per raggiungere la felicità.

Per questo il mistero del dolore muove verso il mistero della solidarietà. La solidarietà, come fondamento di ogni esistenza, non è solo una simpatia con tutti, un modo di impegnarsi socialmente ed essere coscienti che tutti apparteniamo alla stessa razza, cultura, nazionalità. È invece sperimentare un legame tra tutti gli esseri umani così interiore che è l’esistenza stessa. Appartiene alla stessa vita umana divinizzata come un regalo ricevuto che partecipa del mistero stesso della stessa vita di Dio. Il mistero della sofferenza è racchiuso nel mistero dell' Amore: nell'accettarla noi diventiamo totalmente uomini attraverso la sofferenza-amore; nel rifiutarla, al contrario, ci distruggiamo come uomini attraverso la sofferenza-odio.

La via dell’amore

L'unico modo per decifrare l'enigma del dolore e della sofferenza è la via dell’amore. Un amore che è capace di trasformare il niente in realtà piena; la mancanza di significato, la mancanza di direzione, l'anticultura radicale, la contraddizione, la morte in pienezza di significato, in pieno orientamento, in cultura ascendente, in affermazione gioiosa, in vita; la follia e la stoltezza in ciò che è più saggio e assennato. È la vittoria sulla morte.

Così, Giovanni Paolo II ci conduce a scrutare in un modo misterioso, abbagliante il significato del dolore umano; l'enigma finalmente diventa mistero. Un mistero gioioso, luminoso e pieno di felicità.

* Presidente del Pontificio Consiglio

per la Pastorale della Salute

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