TRIUGGIO (MONZA): 150 RICERCATORI DELLA FONDAZIONE DON GNOCCHI A CONFRONTO PER DUE GIORNI SULLA SITUAZIONE E GLI OBIETTIVI DELL’ATTIVITA’ DI RICERCA SCIENTIFICA

La ricerca scientifica in Fondazione Don Gnocchi protagonista di una “due giorni” di approfondimento alla Villa “Sacro Cuore” di Triuggio (Monza)
. Sono stati ben 150 i partecipanti all’incontro che ha visto confrontarsi ricercatori, responsabili e collaboratori della “Don Gnocchi” in ambito scientifico, insieme a qualificati relatori appartenenti all’ambito istituzionale e della scienza per una riflessione complessiva su quanto svolto finora e sugli obiettivi futuri di questo settore strategico.

La “due giorni” è stata condotta dal direttore scientifico della Fondazione, Paolo Mocarelli, e dai direttori scientifici dei presidi IRCCS di Milano, Mario Clerici, e Firenze, Gian Franco Gensini. Tra gli ospiti, la vicedirettrice generale del Censis, Carla Colicelli, il direttore generale del settore Ricerca Sanitaria e Biomedica del ministero della Salute, Massimo Casciello, e il dirigente del medesimo settore del ministero, Gaetano Guglielmi. E ancora Mario Melazzini, responsabile dell’Unità Operativa di Programmazione e Sviluppo della Regione Lombardia, ed Ezio Andreta, presidente dell’Agenzia di Promozione della Ricerca Europea.

La due giorni ha permesso di dar vita ad un’interessante comparazione fra i diversi scenari internazionali, nazionali e regionali della sanità e della ricerca e il lavoro svolto nella Fondazione, in particolare per quanto concerne i risultati e gli sviluppi delle linee di ricerca attualmente attive e l’attività formativa.

Di particolare interesse gli approfondimenti riguardanti la ricerca nella Fondazione Don Gnocchi, da sempre connaturata alla sua origine. Basti ricordare quanto sottolineava lo stesso don Gnocchi nel lontano 1946: «Vorrei che i nostri Centri da una parte fossero laboratori di ricerca e di applicazione scientifica dei metodi più validi per recuperare ed elevare la vita e dall’altra vorrei che diventassero scuole protese ad alimentare le potenzialità del mistero d’amore che c’è nel piano di Dio».

La ricerca scientifica come “attenzione alla persona” e quindi applicazione di “metodi più validi per recuperare la vita” - è stato ricordato durante la due giorni di Triuggio -, che si è progressivamente irradiata dal primo nucleo iniziale e risulta oggi diffusa a vario titolo in tutti i Centri “Don Gnocchi” presenti sul territorio nazionale. Primi tra tutti, i due Centri di Milano e Firenze, riconosciuti Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), che hanno principalmente il compito e la missione specifica di trasferire il più velocemente possibile i risultati della ricerca a vantaggio della persona, del malato, del disabile e in generale degli utenti. In queste sedi si sviluppa quella che è chiamata la ricerca traslazionale e che nel caso della Fondazione ha come obiettivo la “medicina riabilitativa”. Il significativo e prestigioso riconoscimento ad IRCCS poggia sul crescente impiego di risorse strutturali e strumentali che hanno condotto a risultati di rilievo su temi di specifico interesse sociale, anche grazie ai proficui collegamenti e alle qualitative collaborazioni con Università ed Enti di ricerca nazionali, europei e internazionali.

Nel complesso, il lavoro di ricerca in seno alla Fondazione si basa sull’attività svolta da oltre 200 ricercatori: le riflessioni di Triuggio hanno messo in evidenza che il loro è un lavoro complesso, intenso e molto articolato, che spesso non emerge a sufficienza, ma che risulta importantissimo. Una misura, anche se non completa, del lavoro svolto è data dall’Impact Factor Normalizzato (IFN), che negli ultimi anni risulta in costante miglioramento.


Visita la pagina dell’Area della Ricerca scientifica nella Fondazione Don Gnocchi e l’annuario scientifico della Fondazione Don Gnocchi (2009-2010)


[Milano, 10 luglio 2012]

 

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