MILANO: GRANDE ATTESA PER LA QUINTA EDIZIONE DEL CONVEGNO SCIENTIFICO SUI “NEURONI SPECCHIO” ORGANIZZATO IL 21 APRILE DALLA FONDAZIONE DON GNOCCHI

Medici, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, terapisti occupazionali, educatori professionali, infermieri professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica... C’è grande attesa per la quinta edizione del CONVEGNO SCIENTIFICO ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE DON GNOCCHI SUL TEMA “CORPO ED ESPERIENZA DELL’ALTRO: NEUROSCIENZE E PSICOPATOLOGIA”. INCONTRO SUI NEURONI SPECCHIO E INTERVENTO RIABILITATIVO”. L’iniziativa (con accreditamento ECM), organizzata dal Centro di Formazione Orientamento e Sviluppo (CeFOS) della Fondazione Don Gnocchi, si terrà SABATO 21 APRILE, dalle ore 9 alle 18, presso la sala del PIME di Milano (via Mosè Bianchi, 94).

La giornata di approfondimento - alla cui apertura interverranno il presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari, e il direttore del CeFOS, Saverio Lorini - verrà ancora una volta condotta dal professor Vittorio Gallese, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, tra gli autori della scoperta dei neuroni specchio, e dal professor Daniele La Barbera, del Dipartimento di Biomedicina sperimentale e Neuroscienze cliniche dell’Università di Palermo.

Una delle più straordinarie e recenti scoperte delle Neuroscienze, studiata ormai in tutto il mondo per le sue rivoluzionarie implicazioni, è appunto quella relativa ai “neuroni specchio”. Il neurone specchio è un neurone specifico che si attiva sia quando si compie un'azione sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri (in particolare tra animali della stessa specie): l'osservatore “rispecchia” quindi il comportamento dell'osservato, come se stesse compiendo l'azione egli stesso. Questi neuroni sono stati individuati nei primati, in alcuni uccelli e nell'uomo. Molte dimensioni della psicopatologia contemporanea riflettono il modello della “mente” che si è andato affermando nell’ultimo secolo: le scoperte delle neuroscienze hanno messo in crisi tale modello prospettando una “intersoggettività” originaria, che precede la stessa costituzione della mente individuale, il “noi” prima ancora di un “io” autocosciente. Per sapere che un altro essere umano soffre o gode, cerca cibo o riparo, sta per aggredirci o baciarci, non dobbiamo necessariamente ricorrere al linguaggio verbale né affidarci esclusivamente all’attribuzione esplicita agli altri di stati mentali rappresentati proposizionalmente. E’ il corpo che vive l’esperienza ad avere un ruolo determinante nella generazione dell’attività mentale e le neuroscienze e la psicologia dimostrano che l’essenza dell’intelligenza umana non si comprende escludendo le emozioni. I meccanismi di rispecchiamento sottolineano quanto le nostre possibilità motorie plasmino il nostro essere in relazione con gli altri, almeno a un livello elementare (Gallese e Sinigaglia 2009, 2011). I neuroni specchio e gli altri meccanismi di rispecchiamento del nostro cervello danno un fondamento all’emergenza di un elementare senso di sé e degli altri, perché riflettono il legame intrinseco tra appartenenza e alterità che caratterizza la nostra esperienza di sé corporei che agiscono e percepiscono sensazioni.

Il convegno del 21 aprile proporrà una riflessione su questo modello che oggi sembra mostrarsi sufficientemente potente e complesso sia in termini teorici che epistemologici tale da orientare interventi riabilitativi e terapeutici.

Informazioni: Giovanni Vismara, coordinatore CeFOS Fondazione Don Gnocchi (tel. 02-40.30.85.51, e-mail: gvismara@dongnocchi.it, info.mi.cefos@dongnocchi.it).

[Milano, 17 aprile 2012]

 

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