MARIA PAOLA, UN CUORE GRANDE COSI’: AL CENTRO “S. MARIA DI RILIMA”, IN RWANDA, RINASCE LA SPERANZA PER UNA BAMBINA AFRICANA CARDIOPATICA
Maria Paola ha 4 anni e mezzo e all’età
di sei mesi le è stata diagnosticata una grave cardiopatia congenita, in gergo
tecnico “tetralogia di Fallot”, con circolo polmonare ipoplastico: per i non
addetti ai lavori significa in pratica un piccolo forellino tra due ventricoli,
che se non viene chiuso può in alcuni casi risultare letale.
Operata nel 2009 prima in India e nel 2011 in Italia, al Policlinico di San
Donato, la piccola Maria Paola, originaria del Burundi, è una paziente che non
fa notizia, in quanto le politiche sanitarie della maggior parte dei paesi
dell’Africa sub-sahariana si concentrano sulla lotta alle malattie
trasmissibili, in primo luogo all’AIDS, malaria e tubercolosi. In questi paesi
mancano le risorse umane, finanziarie e tecnologiche per poter condurre
operazioni chirurgiche di questa complessità.
Purtroppo, durante la seconda operazione a San Donato qualcosa va storto: Maria
Paola va in arresto durante la fase finale dell’operazione con conseguente
embolia cerebrale, i danni neurologici sono gravissimi e Maria Paola precipita
da bambina normale ad una disabile paraplegica con problemi a deglutire, a
vedere, a parlare. Il responso della TAC certifica che si tratta di un’emiparesi
sinistra, con cecità centrale...
Nel dicembre del 2011, Maria Paola viene ammessa all’ospedale di Garbagnate
Milanese per seguire un programma di fisioterapia specifico, ma a fine gennaio
2012 deve rientrare a Bujumbura, in Burundi, dove il padre si dà da fare per
trovare qualunque tipo di aiuto per poter continuare il programma riabilitativo
che in soli pochi mesi, durante il soggiorno milanese, ha permesso alla piccola
paziente di riacquistare la vista e di riprendere a parlare (anche un po’ di
italiano!) e a mangiare (anche se solo cibi liquidi per ora). Il papà di Maria
Paola si rivolge alle Suore dell’Ordine “Piccolo Apostolo di Gesù”, tra cui vi è
Suor Mariuccia (in Burundi dal 1981), la quale, originaria di Milano, conosce il
lavoro della Fondazione Don Gnocchi e si mette in contatto con l’Area
Solidarietà Internazionale della Fondazione, in quanto ha sentito parlare di un
Centro in Rwanda, non lontano dal confine con il Burundi, che si occupa di
bambini disabili.
Da qui il passo successivo è breve: con Suor Mariuccia ci organizziamo per la
visita specialistica presso il Centro “Santa Maria” di Rilima, in Rwanda
appunto; dopo quattro ore di viaggio da Bujumbura a Rilima, Maria Paola viene
visitata il 4 febbraio dal dottor Emmanuel, chirurgo ortopedico e direttore
medico del Centro, e dalla sua èquipe di fisioterapisti ed infermieri. Sebbene
il suo caso non sia frequente e di non facile gestione, il dottor Emmanuel
decide di ammettere Maria Paola (e suo padre che le è sempre accanto) per
continuare il programma di riabilitazione iniziato a Garbagnate. Le premesse per
un lento, ma - si spera - progressivo recupero ci sono tutte, grazie alla
dedizione dei fisioterapisti del Centro di Rilima, che saranno affiancati a
breve da un fisioterapista della Fondazione Don Gnocchi in missione per un mese
e che si occuperanno anche di Maria Paola.
La rete di solidarietà che attraversa l’Italia, l’India e che approda in Rwanda
continua oggi ad agire e si spera che nel suo piccolo possa ridare la speranza
di una ritrovata normalità alla piccola Maria Paola.
Sandro Greblo
Direttore Centro “Santa Maria” di Rilima - Bugesera, Rwanda
[Milano, 9 marzo 2012]
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