COLONNA VERTEBRALE E GRAVI
CEREBROLESIONI: LA FONDAZIONE DON GNOCCHI PUBBLICA DUE UTILI GUIDE PER FAMIGLIE
E PAZIENTI
Per il momento sono due, ma presto se ne aggiungeranno altri. Si tratta di
semplici e utilissimi “Quaderni” – raccolti in un’apposita collana a cura della
Fondazione Don Gnocchi – il cui scopo è offrire alle persone con specifici
problemi di salute o fragilità, alle loro famiglie e agli operatori, una serie
di informazioni, consigli, esercizi e suggerimenti espressi con un linguaggio
semplice e spiegazioni facilmente comprensibili.
La prima guida si intitola “BACK-SCHOOL, SCUOLA DELLA SCHIENA –
IMPARIAMO AD AMARE LA NOSTRA COLONNA VERTEBRALE” e affronta le
principali tematiche legate al mal di schiena (rachialgia); la pubblicazione è
curata dalle dottoresse Sara Gilardi e Barbara Conti, dell’Unità Operativa di
Rieducazione funzionale del Centro “S. Maria al Monte” di Malnate (Va), che vede
come responsabile il dottor Fabio Trecate. Il secondo opuscolo dei “Quaderni” è
una “GUIDA PER LE FAMIGLIE DEI PAZIENTI CON GRAVE CEREBROLESIONE”,
curato dall’Unità Operativa per Gravi Cerebrolesioni Acquisite del Polo
Specialistico Riabilitativo di S. Angelo dei Lombardi (Av) e dal Coordinamento
dei Centri per Gravi Cerebrolesioni Acquisite della Fondazione Don Gnocchi. La
Guida contiene preziosi consigli ai familiari chiamati a continuare e
condividere a casa l’impegnativo percorso di riabilitazione e recupero per i
propri cari, avviati e condivisi nei reparti ospedalieri e nei Centri
riabilitativi.
Entrambi gli opuscoli rappresentano uno strumento di indubbia valenza sociale,
un vademecum della salute e una sorta di “prontuario di qualità di vita”, che
scommette sui comportamenti dei singoli e investe sugli stili di vita
collettivi, all’insegna del sempre valido principio: “E’ meglio prevenire che
curare…”.
«La nostra “Scuola della schiena” - sottolineano gli autori del
libretto sulla Back-School - è una scuola attiva e ha come obiettivo
l’insegnamento del corretto utilizzo della colonna vertebrale. Si prefigge
infatti di agire sui fattori di rischio, in modo da essere efficace non solo
nella cura del sintomo, ma anche nella prevenzione delle ricadute, evitando di
azionare i meccanismi che provocano il malessere».
Anche per quanto riguarda i pazienti che hanno subito gravi lesioni cerebrali
(traumi cranici, emorragie cerebrali, infarti cerebrali o anossie da arresto
cardiaco o annegamento), al termine dei periodi di coma più o meno protratti e
dopo la permanenza in strutture di rianimazione, nel momento in cui riprendono a
respirare autonomamente e ad aprire gli occhi vengono trasferiti in Unità per le
Gravi Cerebrolesioni Acquisite. Qui, per periodi più o meno prolungati, i
pazienti rimangono in una condizione che viene definita “Stato vegetativo” e
iniziano un lento cammino di recupero sia motorio che cognitivo, che coincide
con la fase riabilitativa e che potrà durare qualche mese o anche qualche anno.
Il lavoro dei riabilitatori (medici, infermieri, operatori assistenziali,
fisioterapisti, logopedisti, psicologi, terapisti occupazionali) serve a
favorire il massimo recupero possibile dei numerosi disturbi provocati dalla
cerebrolesione.
«La presenza dei familiari nei reparti per Gravi Cerebrolesioni Acquisite -
si legge nella Guida per le famiglie – è una risorsa fondamentale
quando si integra armoniosamente con il lavoro riabilitativo. Per questo motivo
abbiamo ritenuto utile dedicare alle famiglie questo prezioso opuscolo, nel
quale abbiamo riassunto informazioni, consigli e suggerimenti utili per
continuare l’impegnativo percorso di riabilitazione e recupero per il proprio
caro, avviato e condiviso in reparto».
I testi integrali delle Guide “Back-School, scuola della schiena – Impariamo ad
amare la nostra colonna vertebrale” e “Guida per le famiglie dei pazienti con
Grave Cerebrolesione” possono essere richiesti all’Ufficio comunicazione della
Fondazione Don Gnocchi (tel. 02-40.30.89.38, e-mail: ufficio
stampa@dongnocchi.it).
[Milano, 7 settembre 2011]
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