PRESTIGIOSO VOLUME FOTOGRAFICO EDITO DA MURSIA PER RICORDARE LA BEATIFICAZIONE DI DON GNOCCHI
 

«…E D’ORA IN POI SIA CHIAMATO BEATO»
DON CARLO GNOCCHI

I volti, le emozioni, le immagini del 25 ottobre 2009


MILANO, 25 OTTOBRE 2009: L’ABBRACCIO DEI CINQUANTAMILA

Cinquantatre anni dopo i solenni funerali,
nella suggestione di una piazza trasformata
in autentica cattedrale a cielo aperto,
il popolo di don Gnocchi si è stretto commosso
attorno a quell’urna di santità,
nel cuore simbolico di una città e di una Chiesa
capaci del più straordinario degli abbracci.
Quell’esile prete dallo sguardo luminoso
e dal sorriso avvolgente, orgoglio di un’Italia
che non ha cancellato dalla memoria e nelle coscienze
il dono di una vita spesa fino all’ultimo,
ha così ricevuto, nel giorno più atteso, il segno
tangibile di una riconoscenza mai venuta meno.

Diciotto vescovi, oltre duecento sacerdoti
concelebranti e un migliaio di chierichetti.
Quindicimila alpini e venti reduci di Russia.
E poi ex allievi, Fratelli delle Scuole Cristiane,
concittadini di San Colombano al Lambro
e di Montesiro di Besana Brianza, scout,
rappresentanti dell’Aido, di associazioni
di disabili, di gruppi di volontariato, di scuole
a lui intitolate in ogni parte d’Italia.
E, soprattutto, diecimila tra operatori e amici
provenienti dai Centri in Italia e all’estero
della Fondazione che porta il suo nome,
impegnata, oggi come ieri, al servizio
e in difesa dei più fragili.

 



«L’uomo è un pellegrino, malato di infinito, incamminato verso l’eternità». Le parole di don Carlo Gnocchi - solennemente beatificato a Milano il 25 ottobre 2009 - esprimono, in mirabile sintesi, il percorso di una vita breve, spesa alla ricerca del volto di Cristo tra gli uomini.

A mezzo secolo dalla morte, quell’esile prete ha richiamato in piazza cinquantamila fedeli, incollandone altri tre milioni davanti alla tv. Nella prospettiva del tempo lungo, quello che scolora le tracce di capi e leader, appanna il volto dei tribuni e fa cadere nell’oblio le star, è un faro acceso su uno dei paradossi del cristianesimo: gli ultimi che diventano primi, l’amore che svela la sua immortalità.
Il popolo di Dio e gli uomini di buona volontà hanno definitivamente eletto don Gnocchi “padre dei mutilatini di tutti i tempi” e con un consenso plebiscitario l’hanno consacrato “apostolo del dolore innocente”.

Le pagine di questo volume edito da Mursia, nella loro essenziale iconografia e nelle sobrie citazioni, raccontano la storia di una santità alla portata di tutti.

Il fulgido esempio del beato don Carlo sostenga sempre l’impegno di quanti si dedicano al servizio dei più fragili, onorando il motto - fatto proprio da Benedetto XVI al termine della celebrazione - che accompagna e sostiene l’attività della Fondazione Don Gnocchi in Italia e nel mondo: “Accanto alla vita. Sempre!”.




[Milano, 18 maggio 2010]

 

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