Il cammino di santità
Il processo al Servo di Dio don Gnocchi ha compiuto le tappe
contemplate da una secolare, rigorosa e collaudata prassi,
sostenuto dalle preghiere della Fondazione, delle migliaia di ex
allievi che hanno goduto della sua tenera paternità, degli amati
alpini e dagli iscritti all’associazione dei donatori di organi
(Aido). La causa dispone di un unico "Processo sulla vita, virtù e
fama di santità", celebrato nella Diocesi di Milano dal 6 maggio
1987 al 23 febbraio 1991, nell'arco di 199 sessioni per la
deposizione di 178 testi e la raccolta di una copiosa
documentazione.
Tale materiale istruttorio, distribuito nei quindici volumi della
copia pubblica (per un totale di 4.321 pagine) è stato poi
presentato alla Congregazione per le Cause dei Santi. Con il
decreto sulla validità, rilasciato il 26 ottobre 1993 dalla
Congregazione, ha preso avvio lo studio per la preparazione della
"Positio".
Il 20 dicembre 2002 Giovanni Paolo II, riconoscendone l'eroicità
delle virtù ha proclamato don Gnocchi “Venerabile”. Tra ottobre e
dicembre 2004, con lodevole e provvidenziale accelerazione, è
stata completata l'istruttoria supplementare diocesana, chiusa
solennemente all'Istituto Palazzolo di Milano dall'Arcivescovo di
Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, per vagliare severamente il
presunto miracolo segnalato alla segreteria della Postulazione
della Causa.
Se la santità va intesa come perfezione dell'uomo, don Gnocchi ha
saputo sfruttare al massimo le sue spiccate qualità umane per
identificarsi il più possibile con l'uomo perfetto, con Cristo
stesso, e per farsi dono agli altri in nome di Lui. «Se don Carlo
sarà beatificato - ha scritto l’ultimo postulatore della Causa,
fratel Rodolfo Cosimo Meoli - non lo sarà per la sua intelligenza,
per la sua intraprendenza o per la sua filantropia, ma per come e
per Chi ha usato la sua vita».
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