“DON CARLO GNOCCHI, ALPINO CAPPELLANO”. LIBRO DI GAETANO AGNINI A SOSTEGNO DELLE VITTIME DELLE MINE

Al libro “In punta di Vibram” - la raccolta di immagini e racconti di alpini, pubblicata con scopi benefici su iniziativa di un gruppo di ex-allievi della Scuola Militare Alpina di Aosta - è stato attribuito il premio letterario “Alpini sempre 2004”, creato e organizzato dal Gruppo Ana di Ponzone (Alessandria). Il riconoscimento ha in qualche modo sancito un successo già riscontrato a livello di vendite: oltre seimila copie nel giro di un anno, inserimento nella classifica dei cento libri più letti in Italia, oltre 30 mila euro già raccolti e donati alla Fondazione Don Gnocchi.

Il successo è tanto più sorprendente in quanto l’iniziativa, nata quasi per gioco, contava ben pochi professionisti del settore: a parte l’editore Arterigere di Varese, fra gli oltre trenta autori spiccavano solo i giornalisti Bruno Pizzul, Carlo Gobbi, Paolo Berardengo e lo scrittore di fama internazionale Mario Rigoni Stern. Tutti i partecipanti erano però animati da una gran voglia di far bene e soprattutto dall’esigenza insopprimibile di rievocare uno dei periodi più intensi e memorabili della loro vita: l’esperienza presso uno dei tanti corsi organizzati dalla mitica Scuola Militare, che per oltre cinquant’anni ha forgiato gli ufficiali di complemento degli alpini.

A volte il successo dà alla testa, ma per gli alpini, con gli scarponi ben piantati per terra, diventa solo uno stimolo per continuare a “far bene”. Dopo il successo di “In punta di Vibram” e la riedizione de “La Cinque” (il romanzo di Filippo Rissotto ambientato anch’esso alla Scuola di Aosta), la collana “In punta di Vibram” dedica alla figura di don Gnocchi la sua terza pubblicazione, con il libro “Don Carlo Gnocchi, alpino cappellano”.
L’autore è Gaetano Paolo Agnini, ufficiale del 31° Corso AUC, presidente dell’Associazione Nazionale Mine Action Italy (che ha lo scopo statutario di portare aiuto ai bambini vittime delle guerre e delle mine) e vincitore di numerosi premi letterari. Il suo libro esalta la spiritualità che permise a don Gnocchi di dar vita, dal nulla, alla Fondazione che oggi porta il suo nome, sempre all’avanguardia nella cura e riabilitazione. Agnini ha ricreato l’ambiente padano e contadino nel quale il giovane Carlo maturò la sua sensibilità umana e religiosa, ripercorrendo idealmente quel doloroso cammino che dopo la campagna d’Albania condusse il cappellano e i suoi alpini in Russia da cui solo pochi fortunati tornarono a casa.

Tramite la raccolta di testi e di testimonianze dirette, l’autore presenta l’attività svolta da don Gnocchi al rientro in Italia: la consegna ai familiari dei ricordi dei caduti durante la ritirata, l’aiuto ai partigiani, l’inizio della costruzione della “baracca”.

I proventi del libro saranno impiegati per costruire laboratori ed attivare corsi per istruire le vittime della guerra ad attività artigianali, a Makeni, in Sierra Leone: si tratta di un progetto realizzato in collaborazione tra l’Associazione Nazionale Mine Action Italy e la stessa Fondazione Don Gnocchi. Per prenotare il libro (176 pagine, 32 di fotografie, 12 euro) è possibile contattare Arterigere Edizioni di Varese (tel. 0332-26.44.67, e-mail: info@arterigere.it). Per maggiori informazioni si può visitare il sito internet www.inpuntadivibram.it

Leggi l’introduzione del libro “Don Gnocchi, alpino cappellano” di Gaetano Agnini


[Milano, 6 aprile 2006]

 

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