“LA MIA
BARACCA”: LA STORIA DELLA FONDAZIONE DON GNOCCHI IN UN LIBRO
SCRITTO DAL PROFESSOR GIORGIO COSMACINI
Istituita oltre cinquant’anni fa da don Carlo Gnocchi per
assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale ai
mutilatini, la Fondazione ha ampliato nel tempo il proprio raggio
d’azione a favore soprattutto di ragazzi portatori di handicap,
affetti da complesse patologie acquisite e congenite, ma anche nei
confronti di pazienti di ogni età che necessitano di interventi
riabilitativi neurologici, ortopedici, cardiologici e
respiratori. Dagli anni Ottanta l’attività si è estesa all’assistenza
degli anziani, in prevalenza non autosufficienti e negli
ultimi anni anche ai malati oncologici terminali e alle
persone con esiti di coma. Intensa, oltre a quella
sanitario-riabilitativa e socio-assistenziale, è
l’attività di ricerca scientifica e di formazione.
Riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS),
oggi la Fondazione ha alle proprie dipendenze oltre 3400
operatori ed eroga le proprie prestazioni in regime di
accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale in 25 Centri,
distribuiti in nove regioni.
Il libro “La mia baracca. Storia della Fondazione Don Gnocchi”,
edito da Laterza e scritto da Giorgio Cosmacini, uno dei massimi
esperti di storia della medicina e della sanità in Italia, in
libreria da poche settimane, ne ripercorre la storia.
In particolare il libro - che si apre con una lunga presentazione
del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano - prende
in considerazione le diverse tappe della “resurrezione laica” dei
mutilatini, dei poliomielitici, dei portatori di handicap, insieme
alla scoperta dei loro problemi e dei loro bisogni e alla
evoluzione delle tecniche e delle pratiche acquisite a loro
vantaggio.