Gli scritti di don Carlo Gnocchi

Tutti gli scritti di don Carlo Gnocchi sono stati raccolti in un unico volume "Gli scritti", edito nel 1993 dalla Casa editrice Àncora di Milano e dalla Fondazione Pro Juventute.

Dalla Prefazione
Sono tanti i preti ambrosiani che hanno fatto della loro vita una grande testimonianza di carità: a don Carlo il mio pensiero si rivolge sempre con grande tenerezza. Chi non si ricorda il suo sguardo, i suoi occhi, la sua figura “trasparente” di carità? Un volto, uno sguardo che viene da lontano: l’amore per i giovani, la passione educativa, lo slancio di un lungo e mai finito cammino, tra i sentieri della guerra, nei silenzi smarriti della terra russa, l’affetto tenero ed appassionato per i suoi mutilatini. Uno sguardo di grande umanità in un mondo abbandonato e perduto, nell’eco di una guerra atroce ed interminabile.

Rileggendo le lucide e penetranti pagine dei suoi scritti mi sembra di poter dire che le sue parole spiegano e illustrano le sue opere e che le sue opere narrano la carità. Infatti, i diversi Centri della Fondazione Don Gnoccho - sparsi ormai in tutto il paese - sono luoghi ove si fa memoria della fatica e del dolore, dove si celebra, nella fraternità e nella prossimità, la dignità di ogni persona, soprattutto se disabile o handicappata.

Dunque, le splendide pagine contenute in questo volume, mostrano la traiettoria dell’esistenza di don Carlo Gnocchi e testimoniano l’itinerario di uno dei tanti preti ambrosiani, che la Chiesa si appresta forse a riconoscere tra i suoi santi.

Nel quadro della complessità sociale, in un tempo in cui è più facile censurare e dimenticare i problemi dei fratelli più deboli, più svantaggiati, degli ultimi, abbiamo tutti bisogno di santità. Non è sufficiente ricercare risposte scientifiche e predisporre interventi tecnici: c’è una prossimità fraterna, invocata e provocata da un’umanità dimenticata e spesso abbandonata, che sollecita seriamente l’operosità della nostra fede.

I Centri della Fondazione continuino ad essere luoghi e spazi attraversati (oltre che dal rigore scientifico e dalla cura riabilitativa) dalla fraternità di una terra, di una Chiesa che riconosce in essi una profezia di una umanità nuova che attende agli ultimi, allevia i dolori e le sofferenze, circonda i disabili, gli handicappati e gli anziani di quell’amore che nasce dalla contemplazione del cuore di Gesù. Come profezia della storia, come ambiti dove la vita anche dei potenti della terra viene istruita e accompagnata, come spazio e tempo dove il senso dell’esistenza è intravisto e l’aurora di un nuovo giorno già si annuncia per tutti.

Carlo Maria Card. Martini
Arcivescovo di Milano
(1993)

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Dalla presentazione

Entro in punta di piedi nel dolce, profondo e avvincente sacrario degli scritti di don Carlo Gnocchi.

Sento, nell’intimo, l’incommensurabile grandezza del compito che mi è affidato: introdurre queste sue parole, ma insieme dare parola, oggi, alla sua voce, dare futuro alle sue opere, rendere testimonianza della sua profezia. Ci accompagnano nella lettura dei suoi scritti, che avvolgono e descrivono ad un tempo le età della sua vita, quei suoi occhi «così belli, così profondi, così spirituali, che avevano un che di ingenuo e di puro, gli occhi di un bambino nel volto di un uomo, occhi che dicevano parole che le parole non sanno dire». Egli ne ha fatto dono - è il suo sguardo - nella vita e nella morte.

Lo sguardo di un sacerdote. Don Carlo fu prete:

- per la sua gente: all’oratorio, all’Istituto Gonzaga, con gli alpini, con i disabili. Un’identità trasparente e travolgente – dal di dentro -, così come erompe ancora dal fascino dei suoi scritti;

- del suo tempo: diede anima ad ogni incontro, facendosi interpellare dalle situazioni estreme, dagli ultimi;

- della sua terra: affrontando i problemi più gravi, dai più quotidiani, educativi e familiari a quelli legati allo sconvolgimento di una pesantissima guerra;

- dentro la Chiesa: un’appartenenza segnata da dolcezza e insieme da fedeltà docile ed amorosa, attenta e vigile al pensiero dei suoi Pastori.

Credo nasca da qui la profezia di don Carlo, quella che ci lascia in eredità. I fratelli handicappati: la cura, l’attenzione la prossimità, attraverso le competenze mediche, psicologiche e riabilitative con il cuore di una carità sconfinata e illimitata, incondizionata e competente; facendo di questi luoghi, di questi spazi, di questi tempi un segno e un annuncio di umanità per tutti; indicando la profezia del quotidiano, con il farsi prossimo a chi porta il segno e il senso della disabilità.

Mons. Angelo Bazzari
Presidente della Fondazione Pro Juventute
(1993)

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